Polemica politica, sincera preoccupazione per l’ambiente o solo invidia francese?
Dall’inaugurazione delle luci di Natale sugli Champs-Élysées, lo scorso 24 novembre, diversi candidati alla poltrona di sindaco di Parigi hanno contestato la scelta dello sponsor delle luminarie natalizie: la società Ferrero.
“Cosi il Natale sarà sotto il segno della deforestazione e dell’obesità infantile”, ha twittato il candidato ambientalista David Belliard, in riferimento all’olio di palma utilizzato dalla Nutella per produrre la celeberrima Nutella.

Il comune di Parigi ha svenduto gli Champs-Élysées come mega vetrina di Natale per la Nutella! La Nutella non solo è dannosa per la salute, ma contribuisce anche alla deforestazione nell’Asia meridionale, perché viene prodotta con olio di palma. Parigi non è in vendita”, ha commentato l’ex calciatore Vikash Dhorasoo, candidato di “Décidons Paris”.

Diversi funzionari eletti sono rimasti sorpresi che il comune di Parigi abbia approvato una sponsorizzazione da parte di un’azienda che considerano “non etica”.
“Siamo molto lontani dalla cooperativa agricola, dove i nostri figli potrebbero mangiare bene”, ha risposto Isabelle Saporta (candidata anche lei, guarda un po’) al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, che aveva inviato un messaggio sui social network per annunciare le luminarie di fine anno, in programma fino al 2020.
Soprattutto perché nelle ultime settimane, la città di Parigi non si è astenuta dal criticare o respingere alcune sponsorizzazioni previste per i Giochi Olimpici del 2024 (Total e Airbnb, ad esempio).

Da parte del comitato degli Champs-Élysées, che ha negoziato il contratto con Ferrero, il cui nome appare su grandi stendardi rossi lungo uno dei viali più famosi del mondo, la controversia appare fastidiosa. “La città non interviene nel processo di selezione e Ferrero è un’azienda che ha prodotti venduti in tutti i negozi in Francia. Per quanto ne so, non sono proibiti“, dice Jean-Noël Reinhardt, il presidente del comitato degli Champs-Élysées.
A cui non si può nemmeno rinfacciare, visto il nome, una lontana origine italiana…

Ha aggiunto Reinhardt: “La Ferrero ha implementato molti processi e nel 2020 avranno la tracciabilità su tutti i loro prodotti. Il loro olio di palma proviene al 100% da un’agricoltura sostenibile, dal 2015. Tutta questa è solo una polemica puramente opportunistica, quattro mesi prima delle elezioni del sindaco di Parigi”.