Ci si avvia alla conclusione della settimana del TDoR impegni mai come quest’anno si sono susseguiti per noi tutt@ attivist@. Ancora qualche appuntamento e chiuderemo il 2019 davvero rivoluzionario per il movimento T+-

L’ottimismo nasce dall’osservare quanti eventi sparsi in tutta Italia si sono realizzati.

Si è cominciato il 17 novembre con la Trans Freedom March a Torino, l’evento si è svolto con una organizzazione completamente fatta da persone T+ con il sostegno di gruppi fuori dalle istituzioni. La collaborazione del Divine Queer Film Festival e dell’ Unione Culturale Antonicelli hanno dato un’impronta più ampia all’immaginario collettivo del mondo Trans+. Gli artisti sono stati generosi a cominciare da Leona la sassofonista soprano T+ che con i The Fabulous Closcard hanno creato momenti magici. L’esilerante e geniale gruppo Concertino dal Balconcino hanno accesso gli animi con due brani molto queer: Pene Nero e Papa vuole il sangue. L’unica nota stonata era l’assenza totale delle associazioni LGbt torinesi che non hanno aderito alla marcia, d’altronde avevano comunicato che che non avevano risorse economiche per poter partecipare alla realizzazione della TFM e sicuramente era sottinteso che non sarebbero anche venuti. Tolto il potere tolto l’interesse.

Il 22 novembre a Roma si è svolto il primo congresso, dopo 11 anni con un parter composto esclusivamente da persone Trans, dal titolo: Le trans prendono parola, l’organizzazione fatta da due straordinarie attiviste Cristina Leo e Valentina Coletta, rispettivamente COLT (Coordinamento Lazio Trans) e MIT (Movimento Identità Trans). La sala è stata sempre gremita di persone T+provenienti da tutta Italia, relator@ straordinari@ hanno portato chiarezza alla condizione T nella società e nell’associazionismo LGbt e nello stesso movimento T+. E’ seguita la Trans Freedom March molto partecipata oltre ogni aspettativa, slogan e Bella Ciao hanno lietato il percorso tra i Fori Imperiali sotto una leggera pioggerellina.

La mattina seguente tutt@ l@ attivist@ al Mario Mieli dove è stata ospitata l’assemblea generale delle soggettività Trans+ e associative. Pian piano la sala si è riempita di oltre 80 persone. Ci si aspettava conflittualità e invece c’è stato dialogo. Tutt@ hanno espresso il loro punto di vista del rapporto con le associazioni LGbt e T+. Si è concordato del momento storico per il movimento Trans+ e del bisogno di coordinare le diverse realtà per una chiara richiesta d’inclusione sociale alle istituzioni. Il tema degli ormoni ha catturato una buona fetta mattutina e presto ci muoveremo tutt@ assieme per chiedere una risposta a chi di competenza.

La consapevolezza che la lotta Transfemmista include quella ambientalista e al razzismo ha unito le diverse soggettività in un collettivo abbraccio alle sorelle di Non Una Di Meno con cui hanno sfilato per le vie di Roma.