È salentina la prima assessora trans d’Italia. Si tratta di Cristina Leo, 43enne di San Simone, la frazione di Sannicola. È qui che ha vissuto per venti anni, prima di trasferirsi per studio nella capitale dove, da qualche giorno appena, è alla guida dell’assessorato alle Politiche sociali, pari opportunità e politiche abitative del settimo Municipio romano. L’attivista transgender si è laureata in Psicologia con un lavoro finale sull’Omofobia.

Ma non solo….

Nel mese di febbraio di quest’anno, ha anche terminato un master in Studi e politiche di genere presso l’Università di Roma Tre. Leo si insedia a seguito delle dimissioni della sua predecessora, rassegnate a fine ottobre. A partire dal 17 ottobre, dunque, la politica salentina ed ex attivista del Movimento cinque stelle, è alla guida dell’importante assessorato.

Ho aspettato un po’, prima di dirlo pubblicamente, perché ho voluto che il pregiudizio, che purtroppo ancora esiste nei confronti delle persone LGBTI+, in generale, e delle persone trans, in particolare, non mi precedesse.

Per me l’identità di genere è una caratteristica dell’individuo, importante, ma è la personalità e il carattere che definiscono ciò che siamo. Farò del mio meglio, per tutelare gli anziani, le persone con disabilità, le persone immigrate e tutte le persone con fragilità presenti nel territorio del Municipio VII, il mio impegno sarà indirizzato alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, della violenza di genere, e alla tutela delle persone LGBTI+ e di tutte le minoranze.

Consapevole che i risultati raggiunti saranno sempre parte di un lavoro di squadra più ampio. La tutela dei diritti umani, sociali e civili, deve essere percorsa in parallelo, le forzose contrapposizioni che molti politici hanno creato, hanno solo contribuito ad alimentare la guerra fra poveri. Nei giorni scorsi ho dedicato la mia nomina alle 369 persone trans uccise nel mondo nell’ultimo periodo di riferimento e alle oltre 60 donne uccise in Italia nell’ultimo anno.

Un mio pensiero va alle donne cilene alle donne curde e a tutte le donne vittime di regimi patriarcali oppressivi. Ringrazio la donna più importante della mia vita, mia madre, che è sempre al mio fianco, mio fratello, che mi sostiene sempre, mio padre che mi veglia da qualche parte nell’universo, la mia famiglia, e tutte le persone che in questi anni mi hanno manifestato un affetto sincero

ha dichiarato al nostro giornale”, ha dichiarato sulla propria pagina Facebook.