L’11 maggio 2016 il Parlamento italiano approva la legge che riconosce le unioni omosessuali. Un traguardo storico, se si pensa che la prima proposta di legge presentata (seppure mai messa all’ordine del giorno) risale al 1988. Ma fuori dal Parlamento la lotta per i diritti delle persone omosessuali è cominciata molto prima con il FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) e proseguita poi con Arcigay e con la nascita di molte associazioni che dei diritti LGBTI hanno fatto la loro priorità. Con i Radicali, unico partito nel panorama politico nazionale, a far da sponda con le battaglie di liberazione sessuale e per modernizzare il diritto di famiglia. La legge sulle unioni civili arriva, dunque, molto in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, basti pensare che è del 1989 la legge danese per il riconoscimento delle coppie omosessuali. Una legge che fa compiere un passo in avanti enorme al nostro Paese ma che al contempo lascia aperte diverse questioni, a partire dalle adozioni; siamo, quindi, ancora lontani dal matrimonio egualitario, senza distinzioni, per tutti. Non si può tuttavia negare che questa Legge sia un successo e una tappa fondamentale per arrivare a una vera parità dei diritti.

E dunque, a un anno dall’approvazione, il volume ripercorre l’iter parlamentare con la persona che ha dato il nome alla legge, la senatrice Monica Cirinnà che ne svela i retroscena; così come fa la deputata Chiara Gribaudo con il diario di quei giorni. Luca Imarisio fa una comparazione delle leggi europee in materia; Bruno de Filippis e Filomena Gallo delineano i possibili approcci legali per le modifiche alla legge. Enzo Cucco racconta come «tutto è cominciato», mentre Franco Grillini ricorda tutte le tappe di una campagna lunga quarantanni, la storia di Arcigay e le strategie utilizzate negli anni per arrivare a questo risultato. Igor Boni descrive la diversità radicale in decenni di lotte per i diritti civili e afferma la necessità di proseguire sulla strada dell’originalità del metodo nonviolento, mentre Yuri Guaiana immagina nuove strategie future. Arricchisce il volume un contributo di Sergio Lo Giudice, uno dei «padri» della legge.

Sponsor