Sono passati ormai 30 anni, era il finire degli anni 80, ma la storia della “scandalosa Francesca Conti” per il suo manifesto affisso per le strade di Bologna fa ancora parlare di se.

Fece scandalo il suo manifesto “pubblicitario” diffuso in tutta Bologna. Protestarono all’epoca la DC, le associazioni cattoliche anche secondo Marcella Di Folco del Movimento Transessuale era “un’idea geniale ma ambigua con un risvolto commerciale troppo forte”.

Gli organi di polizia, attivati dalle proteste acquisirono una copia del manifesto dall’ufficio affissioni del comune ma poterono fare ben poco. Come disse lo stesso ufficio non esiste la censura preventiva, solo la magistratura può decidere e in quei manifesti non trovarono nulla di clamoroso.

Francesca Conti colpì nel segno, ricevendo migliaia di telefonate… fatti che al giorno d’oggi sarebbe impensabile con il “politically correct” e la censura senza controllo.

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