Alla fine mi sono deciso e ho visto il film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi su una piattaforma tv, in una sonnolenta domenica di metà ottobre.
Mi è piaciuto tantissimo.
Non so perché non l’avessi visto prima (il film è uscito nell’autunno del 2023), ma – a dire il vero – io lo so bene perché non avevo voluto vederlo prima: troppa grancassa mediatica, troppo sbalzo d’umore (politico) tra chi lo definisce un capolavoro e chi una boiata pazzesca.
Per me è un capolavoro.
Con il bianco e nero che ci riporta al 1946, nella settimana di maggio che porta alle storiche elezioni che in Italia decideranno l’arrivo della Repubblica e l’addio alla Monarchia, per la prima volta con il contributo del voto delle donne, Paola Cortellesi racconta di una storia di emancipazione femminile, senza nemmeno parlarne troppo, ma lasciandola sottintesa, a tal punto che quando la protagonista Delia (la stessa Cortellesi) sogna di fuggire dalla casa del marito tiranno, non è – come sembra – per scappare con un vecchio amore di gioventù, ma…per andare a votare!
Non c’era riuscita la domenica – complice la morte improvvisa dell’odioso suocero – ma “C’è ancora domani”, anche il lunedì, per andare finalmente a votare!
Un film drammatico e, al tempo stesso, pieno di speranza: speranza di una vita migliore. Anche per la figlia Marcella, promessa sposa di un “buon partito”, ma che si rivela l’ennesimo maschio-padrone. Poi salta in aria il bar della famiglia….
Mi è piaciuto tantissimo.
Non so perché non l’avessi visto prima (il film è uscito nell’autunno del 2023), ma – a dire il vero – io lo so bene perché non avevo voluto vederlo prima: troppa grancassa mediatica, troppo sbalzo d’umore (politico) tra chi lo definisce un capolavoro e chi una boiata pazzesca.
Per me è un capolavoro.
Con il bianco e nero che ci riporta al 1946, nella settimana di maggio che porta alle storiche elezioni che in Italia decideranno l’arrivo della Repubblica e l’addio alla Monarchia, per la prima volta con il contributo del voto delle donne, Paola Cortellesi racconta di una storia di emancipazione femminile, senza nemmeno parlarne troppo, ma lasciandola sottintesa, a tal punto che quando la protagonista Delia (la stessa Cortellesi) sogna di fuggire dalla casa del marito tiranno, non è – come sembra – per scappare con un vecchio amore di gioventù, ma…per andare a votare!
Non c’era riuscita la domenica – complice la morte improvvisa dell’odioso suocero – ma “C’è ancora domani”, anche il lunedì, per andare finalmente a votare!
Un film drammatico e, al tempo stesso, pieno di speranza: speranza di una vita migliore. Anche per la figlia Marcella, promessa sposa di un “buon partito”, ma che si rivela l’ennesimo maschio-padrone. Poi salta in aria il bar della famiglia….
Straordinaria l’interpretazione di Paola Cortellesi, in versione Anna Magnani,
eccezionale anche la “maschera” da uomo cattivo interpretata da Valerio Mastandrea, perfettamente riusciti tutti i ruoli di contorno.Un film molto bello, a cui perdoniamo anche l’eccesso di romanesco nel linguaggio, ma ci sta: è un film che racconta il popolo romano poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati americani regalavano ancora la cioccolata (e non solo alle baldracche, come pensa l’incattivito marito di Delia).
eccezionale anche la “maschera” da uomo cattivo interpretata da Valerio Mastandrea, perfettamente riusciti tutti i ruoli di contorno.Un film molto bello, a cui perdoniamo anche l’eccesso di romanesco nel linguaggio, ma ci sta: è un film che racconta il popolo romano poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati americani regalavano ancora la cioccolata (e non solo alle baldracche, come pensa l’incattivito marito di Delia).
Sono proprio contento di aver visto finalmente questo film. Meglio tardi che mai. Almeno adesso ho anch’io una mia opinione ben precisa.
Ora per la bravissima Paola Cortellesi viene il difficile, con la prossima prova da regista e attrice: il nuovo film – le cui riprese sono cominciate a settembre – si chiamerà “Tutto quello che conta” e uscirà nell’autunno del 2027.
Non sarà facile fare meglio di “C’è sempre domani”. Ma possiamo sempre sperarlo…
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