Come annunciato, la protesta degli studenti, in corso davanti alla sede Edisu (Ente Diritto Studio Universitario) di Torino continua e, dalle ore 10 di lunedì, ha bloccato via Madama Cristina, fissando anche una tenda.

Si sono visti degli studenti scendere dal tram 18, bloccato per solidarizzare con la protesta.

Un momento della manifestazione. (Torino, 5.10.2026)
Un momento della manifestazione. (Torino, 5.10.2026)

Il nugolo di giovani, protagonisti della protesta assolutamente pacifica, non ha bandiere, slogan, sono stati guardati a distanza da un nugolo di agenti della polizia.

La questione degli alloggi per gli universitari parte da un quadro in cui gli studentati privati sono diventati, come le RSA, un business di crescente successo. Questo a fronte di una situazione sempre più critica per gli studentati pubblici. Un business agevolato dal governo con regole che impongono sìi delle agevolazioni anche per i privati, ma che ha di fatto abbandonato il settore pubblico. Un campo tremendamente legato al diritto allo studio.

La protesta degli studenti riguarda le assegnazioni delle residenze universitarie, dove, alla scarsa disponibilità di posti letto, rilevano troppe anomalie rispetto alle graduatorie e le effettive assegnazioni delle residenze che ritengono siano assolutamente da rivedere. Non a caso la mobilitazione è partita subito dopo la pubblicazione delle graduatorie e delle prime assegnazioni, che han sollevato molte critiche e perplessità sui criteri adottati.

Gli studenti attendono chiarimenti dall’Edisu, maggiore trasparenza e chiedono una revisione delle graduatorie e delle assegnazioni operate.

Un quadro che registra casi allarmanti, in cui degli studenti hanno dovuto abbandonare le loro sistemazioni e trasferirsi anche fuori Torino.

(La Stampa)
(La Stampa)

La protesta si inserisce in un quadro critico di diversi istituti torinesi, mentre restano insufficienti le disponibilità di stanze di Edisu, a fronte di un  quadro sempre più pesante sul futuro per la fine dei fondi del PNRR. Un contesto in cui resta privilegiato il comparto degli studentati privati che continua a crescere, con rette più elevate. Una tendenza, che penalizza il diritto allo studio.

Una progressiva privatizzazione, da tempo in atto nella sanità e nella crescita del business legato alle residenze per anziani.

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