Radicale, laica femminista. Una vita di impegno per i diritti umani e civili. Battaglie che, oggi, dovranno essere riprese con forza di fronte alla vandea emergente iperconservatrice  e securitaria.

“Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ma una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
E’ l’eloquente ricordo che +Europa fa di Emma Bonino, mancata oggi a 78 anni, a cui il coraggio di mettersi in gioco non è mai mancato. Una radicalità, uno spirito liberale costante, coerente, tenace che l’ha accompagnata per tutta la vita.

Nata a Bra (Cuneo) nel 1948, Emma Bonino si iscrisse al Partito Radicale dal 1975. Dopo il grande impegno nelle lotte per l’aborto e per la depenalizzazione delle droghe, nel 1976 iniziò i suoi incarichi politici come parlamentare nella rosa nel pugno. Nel 1993 incontrò il Dalai Lama, vicina al popolo tibetano e per la democrazia in Cina, portando avanti la moratoria sulla pena di morte.

La giovane Emma Bonino.
La giovane Emma Bonino.

Fu ministra delle Politiche europee dal 2006-08 nel governo-Prodi, dopo essere stata Commissaria europea (1995-1999) delle Politiche umanitarie, poi ministra degli Esteri (la seconda donna alla Farnesina) nel governo-Letta (2013-14). Affrontò le grandi crisi umanitarie tra Balcani e grandi laghi africani e si espose in prima fila nelle lotte contro le mutilazioni genitali e a fianco delle donne afghane.

Una grande europeista (fu tra i fondatori nel 2018 di +Europa, di cui è stata fino ad ora presidente) che credeva negli Stati Uniti d’Europa (democratici e federali).
In prima linea contro l’aborto clandestino e in quelle battaglie storiche di Marco Pannella per la pace, contro la fame nel mondo, la partitocrazia, la pena di morte e ogni forma di giustizialismo e autoritarismo. Battaglie che dovranno essere riprese con forza alla luce delle nuove tendenze reazionarie, con il ritorno di moda di autocrazie che odiano Europa, laicità, interconfessionalità e diritto internazionale.

“La sua priorità era l’Europa unita, riuscendo ad imprimere un segno nella vita della Repubblica”, è il ricordo del presidente Sergio Mattarella.
Per la leader dem Elly Schlein: “Ci ha insegnato a guardare oltre i nostri confini”.

La premier Giorgia Meloni ha comunicato l’intenzione di disporre  esequie di stato per la leader radicale, ricordando, pur nelle divergenze di base, la sua autorevolezza e grande capacità nel capire il ruolo delle donne nella società e nella politica.

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione “Luca Coscion”i, ha ricordato la passione e grinta della Bonino, che li ha portati ad avere anche vivaci scontri, sottolineando il suo fermo spirito di difensore della democrazia liberale,  in contrasto con  quelle vecchissime illusioni spacciate dai nuovi demagoghi.

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