L’Uruguay ha legalizzato l’eutanasia.
Dopo cinque anni di iter parlamentare e un ultimo dibattito durato 10 ore filate in Parlamento a Montevideo, il Senato ha infine approvato la legge sulla “Muerte Digna” , ovvero “morte dignitosa”, con il voto a favore sia della coalizione di governo progressista “Frente Ampio” sia di alcuni esponenti all’opposizione, a maggioranza cattolica, il Partito Colorado e il Partido Nacional.
L’iter difficoltoso della legge
Ad agosto il testo era passato alla Camera, ma la Chiesa si era opposta, lanciando un appello “a difendere la vita” e affermando che “l’eutanasia è un atto deliberato per mettere fine alla vita, non una morte naturale”.

Il testo è infine passato: non resta che al governo l’attuazione delle norme.

Cosa prevede la legge

Con la nuova legge sarà possibile ricevere l’iniezione letale già sei giorni dopo la richiesta e in alcuni casi anche meno. A differenza delle leggi degli Stati Uniti, dell’Australia e della Nuova Zelanda, che limitano l’eutanasia a coloro con un’aspettativa di vita non superiore a sei mesi o un anno, l’Uruguay non stabilisce limiti temporali. Inoltre, non richiede un periodo di attesa e consente a chiunque soffra di una malattia incurabile che causa “sofferenze insopportabili” di richiedere la morte assistita, anche se la diagnosi non è terminale.

Il nuovo iter per ricevere l’eutanasia
Un paziente che desidera porre fine alla propria vita potrà consultare il medico di base che deve dare un parere entro tre giorni. Se favorevole, il medico inoltra la richiesta a un collega che visita il paziente ed esamina la sua cartella clinica per poi pronunciarsi entro cinque giorni. Se i due pareri sono favorevoli, viene programmata l’iniezione letale che può avvenire già il sesto giorno dopo l’inizio della procedura o anche prima, qualora il medico abbia motivo di ritenere che la coscienza del paziente possa essere gravemente compromessa nelle ore successive.

Per fare un raffronto, in Belgio la legge impone almeno un mese di attesa se non si prevede che il paziente possa morire prima. Le strutture sanitarie pubbliche e private sono tenute a fornire i servizi necessari per l’esercizio dell’eutanasia attraverso il proprio personale, ma possono indirizzare il paziente presso un’altra struttura, se questo è incompatibile con i principi filosofici e religiosi della casa di cura i dell’ospedale.

Cosa ha detto l’ideatore della legge

Nel dibattito i membri del “Frente Ampio” hanno difeso con passione il diritto a morire, paragonando il movimento per l’eutanasia alla legalizzazione del divorzio e del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

“È una legge umanitaria che si occupa di chi soffre. È una legge liberale basata sulla libertà degli individui, sia dei pazienti che dei medici. Poiché qui nulla viene imposto, i medici che non desiderano praticare l’eutanasia possono rifiutarsi di farlo. Lo stesso vale per gli infermieri e gli altri membri del team sanitario. Quindi, per tutti questi motivi, vi esorto con grande convinzione a votare a favore di una legge per la quale ho lavorato duramente”, ha detto Ope Pasquet, ex senatore e ideatore del Ddl “Muerte Digna”.

L’Uruguay diventa così il paese più progressista dell’America Latina (da più di 10 anni ha legalizzato l’aborto e la marjuana). Ed è anche il terzo Paese latino americano a depenalizzare l’eutanasia, dopo la Colombia e l’Ecuador, dove nel febbraio 2024 una sentenza della Corte Costituzionale ha escluso l’accusa di omicidio per i medici che aiutano i pazienti terminali a morire, almeno in presenza di determinate condizioni.

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