Articolo di Moreno D’Angelo

Mentre tanti parlano di collasso dell’Europa, c’è chi difende il processo di unificazione ritenendolo centrale per la tenuta di quei  principi di libertà e di democrazia di un occidente oggi sotto attacco.

“Contro populismi e nazionalismi, contro dittature e teocrazie, contro chi auspica l’implosione dell’Occidente, noi difendiamo libertà e stato di diritto”. Così è stata presentata l’iniziativa “L’alleanza delle democrazie e la riscossa dell’Occidente” promossa da Europa radicale, e dal Partito Liberal democratico che si è svolta presso il “SocialFare” a Torino.

“La nostra è una risposta a quanto avverrà, non casualmente, nella data che commemora i morti delle Torri Gemelle, in cui un gruppo di nemici della verità, complici diretti o indiretti di regimi totalitari, s’incontrerà a Torino parlando dell’implosione di un occidente visto ormai come finito”. Con queste dure parole Igor Boni, coordinatore di Europa radicale, ha introdotto l’affollato incontro, vicino a Marco Taradash, storico parlamentare radical liberale fondatore di +Europa, che ha ricordato come l’Occidente, l’Europa e i suoi principi siano sotto attacco e serva una reazione decisa d’orgoglio e una pronta ripresa del tema integrazione anche sul piano della difesa.

Un’Europa che non sta implodendo, ma che si trova di fronte a una nuova battaglia. Per questo, di fronte all’attacco portato avanti da populismi e sovranisti (proprio mentre la tensione internazionale sale per i droni russi abbattuti in Polonia), sarebbe preziosa un’unione tra radicali e democratici spesso divisi da personalismi.

Boni punta il dito contro personaggi del calibro di Massimo Cacciari, Donatella De Cesare, Elena Basile, Angelo D’Orsi e Ugo Mattei per essere protagonisti di visioni ineluttabilmente catastrofiste sui destini dell’Occidente e dell’Europa, ampiamente riproposte a livello mediatico.

Per i promotori dell’incontro l’Europa resta la principale garante dello Stato di diritto e di quei valori di democrazia, libertà, oltre a rappresentare un referente per tutti quei popoli e quei paesi che vogliono essere liberi (si pensi alla lotta di armeni e georgiani, ai sogni di tanti bielorussi “normalizzati” e turchi sotto il regime di Erdogan e l’elenco si potrebbe allungare…).

Nell’analisi sulle nuove minacce all’Europa si è parlato anche di un approccio definito come una sorta di misticismo putinista, in salsa complottista, quanto mai presente sul web, avallato spesso da realtà sociali che si ritrovano in quel “bipopulismo” e “novaxsismo”, new-age style, che tende a mistificare la realtà, occultando, giustificando e deresponsabilizzando i veri colpevoli.

Anche i radicali hanno il loro generale. Si tratta di Pietro Serino, responsabile difesa del Partito Liberal democratico, che ha affermato come in Ucraina la Russia non abbia vinto, per poi elencare le tre minacce per l’Europa:
1) Aggressività delle autocrazie  (“ovunque si parli russo è Russia”);
2) Il neoisolazionismo degli Usa (che ha lasciato l’Europa da sola);
3) Populismi e sovranismi interni che si oppongono a una Europa unita.

Il generale Serino ha sollevato un parallelo tra quelle grandi e coinvolgenti manifestazioni pacifiste degli anni ’80, specie in Italia, contro gli euromissili a Comiso, e quanto avviene oggi sul nostro territorio, ritenuto una sorta di ventre molle d’Europa. “Non è la prima volta che si riscontra questo arruolamento sotto falsa bandiera, termine militare per definire persone che in buone fede rappresentano interessi all’opposti di quelli che intendono difendere, sottolineando come l’escalation dell’epoca non portò alla Terza Guerra Mondiale, ma all’implosione dell’Urss”.

Non sono mancati gli interventi, con le scrittrici Elena Kostiouvitch, Elena Loewenthal, Anita Likmeta e la rappresentante della comunità ebraica torinese Sara Levi Sacerdotti, che hanno analizzato il difficile momento e come replicare agli attacchi persistenti anche in rete. Un‘operazione non facile, che non ha scoraggiato l’impegno dei relatori.
Significativa la testimonianza del professor Antonio Stango, infaticabile condottiero dei diritti civili, attivo in una miriade di iniziative in diverse capitali dell’Est, che ha fatto cenno ai contestati momenti delle vicende ucraine del 2014 cui fu presente.

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