Ha creato un certo stupore la polemica a distanza tra il presidente russo Vladimir Putin e la scrittrice inglese J.K.Rowling, la famosa autrice della saga di “Harry Potter”.
In collegamento con un talk-show della tv pubblica russa, Putin ha parlato della “Cancel Culture” occidentale, temendo che tutta la cultura russa possa essere cancellata con un solo colpo di spugna dell’Occidente, citando persino compositori come Rachmaninoff e Tchajkovskj, a rischio oblio.
In un discorso che è parso un po’ confuso, lo Zar del Cremlino ha paragonato gli scrittori e gli artisti russi che non si sono dissociati da questa “operazione militare speciale” in Ucraina proprio a J.K.Rowling, ampiamente osteggiata e criticata in passato per le sue posizioni anti-transgender, che presero spunto da una serie di tweet polemici della scrittrice, ma ormai risalenti al giugno 2020. Di fatto, Putin ha preso le difese di J.K.Rowling. Alla quale, però, la cosa non è piaciuta molto: “Non è un onore essere difesa da chi sta massacrando i civili”, ha ribattuto la scrittrice.
Con buona pace della comunità transgender, tirata in ballo – stavolta – un po’ per caso. E decisamente a sproposito.

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