Radicali: “L’università è abbandonata.” Viale: “Riaprire laboratori e biblioteche.”

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Perché le biblioteche restano chiuse? Perché la maturità si può svolgere in presenza mentre nelle facoltà universitarie si continua con le lauree on line, pur avendo fior di aule gigantesche per operare in totale sicurezza?
Alcuni studenti radicali, con il supporto dell’instancabile medico Silvio Viale, hanno denunciato in conferenza stampa il quadro desolante che sta vivendo l’università.

“Ci sembra assurdo dover pagare la terza rata completa se lezioni e servizi non sono stati garantiti dichiara lo studente Roberto Ruben mentre per Eleonora, che studia Archeologia, – “scavi e laboratori sono stati bloccati mentre diverse lezioni sono saltate in un contesto di disorganizzazione e scarsa informazione”. C’è chi ha ricordato le problematiche dei fuori sede di fronte all’emergenza Covid e alla ripresa del rischio di abbandono scolastico senza adeguati interventi.
Il tutto per un settore, quello universitario che la studentessa radicale Patrizia De Grassi, ha ricordato come rappresenti “una delle colonne portanti della Regione Piemonte sotto l’aspetto economico sociale, che deve tornare alla normalità”.
“Con un quadro simile quelli della mia generazione avrebbero protestato con molta più decisione” ha sentenziato Silvio Viale, lanciando una frecciata al silenzio dei movimenti universitari più agguerriti che, a suo parere, privilegiano usare le facoltà come “palestra” per la propria azione politica, ignorando spesso i temi che riguardano la vita universitaria.
“L’università ha bisogno di biblioteche, di laboratori (si pensi al Politecnico e alle facoltà scientifiche) fermati dal virus, ma Governo e autorità se ne fregano – ha precisato Viale – mentre per scuola dell’obbligo e superiori c’è molta più attenzione” e ha concluso domandosi come mai la maturità si svolga in presenza (come i concorsi) e non la laurea. Questo quando commissione e parenti potrebbero essere a debita distanza, adottando tutti gli strumenti di sicurezza (mascherine e sanificazioni), con le grandi aule disponibili”.

In conclusione Igor Boni, presidente di Radicali Italiani, ha ribadito come chiudere le biblioteche significhi vincolare l’apprendimento universitario. “Certo nessuno nega il rischio ma con adeguate prescrizioni si possono frequentare ed è impossibile pensare un anno scolastico con le biblioteche chiuse”.
Un discorso che vale anche per chi frequenta facoltà scientifiche che non può certo fare a meno dei laboratori limitandosi a fare chimica on line.
Per i radicali occorre tornare alla normalità ed a quella doverosa attenzione che politica e società dovrebbero avere verso la scuola. Questo fronteggiando come punto chiave l’assenza di strumentazioni e collegamenti che stanno incentivando l’abbandono scolastico. Un problema che dovrebbe rappresentare una priorità
d`intervento.
“Non è possibile che il Politecnico annunci che tutto proseguirà on line”.
Un riscontro critico di punti che partono dal basso, dalla concretezza e non dalla scevra polemica politica che ha fatto passare la Dad (didattica a distanza) in poche settimane dalle stelle alle stalle. In un quadro di generale cambiamento che ha profondamente coinvolto il mondo della scuola. Come per la sanità pubblica ora anche di scuola la politica comincia a interessarsi. Tuttavia senza interventi concreti, strumentazioni, nuovi processi organizzativi supportati da adeguati investimenti e nuove visioni il cambiamento e la digitalizzazione sarà un processo quanto mai complesso per quanto ineluttabile. — con Igor Boni e Silvio Viale.