In numerose chiese dell’Abissinia e dell’Oriente cristiano-ortodosso viene di solito appeso nel catino absidale un uovo come segno di vita, di nascita e rinascita. Un rito presente nel medioevo, anche in molte chiese europee, durante la Settimana Santa, quando si allestivano reliquiari con uova per simboleggiare la nascita e risurrezione di Cristo.
Quell’uovo di struzzo ricorda la più celebre opera di Piero della Francesca, oggi conservata nella Pinacoteca di Brera a Milano, databile intorno al 1472, nota come Pala di Brera, o Montefeltro.
Un uovo di struzzo, illuminato dalla luce, che campeggia al centro nella semicupola stando a dimostrare il fulcro centrale del dipinto, l’emblema della perfezione divina.
È proprio con l’avanzare del Medioevo che oggetti mai visti prima, provenienti dall’Oriente e portati dai Crociati destarono una particolare curiosità.
Il fascino esotico, la fantasia di soggetti, la sagacia dell’esecuzione, arricchirono gli arredi ecclesiastici. Le semplici uova di struzzo e noci di cocco, vennero trasformate in delle vere e proprie opere d’arte, funzionali per diventare calici o contenere reliquie.
Nell’epoca rinascimentale, abili intagliatori e artisti celebri, con la collaborazione di esperti artigiani di argentieri, trasformarono le uova di emù, di struzzo, noci di cocco, in oggetti insoliti.
Capolavori, montati su semplici supporti di legno o ornamentali e complessi sostegni in argento. Oggetti artefatti dall’uomo, esaltarono per la loro unicità, grazie ad eleganti incisioni che a volte venivano arricchite da elementi di tartaruga e coralli. La straordinarietà dell’artigianato artistico pertanto presentava un mix di elementi poveri, preziosi, e naturali.
Un’arte raffinata che contribuì allo splendore del rituale liturgico e regale, che abbellì gli studioli del XIV e del XV per diventare oggetti di un ricercato collezionismo, andando così a impreziosire le Wunderkammer dei principi dell’Europa centrorientale.
Rarissime e ricercate uova di emù decorate e montate in argento, furono invece realizzate a metà 800 in particolar modo in Australia e nell’Inghilterra vittoriana.
Insolite coppe in argento dorato australiano e gusci d’uovo in argento montati in argento, spesso arricchite da elementi dell’iconografia locale, divennero regali per occasioni speciali.
Rari e preziosi oggetti sopravvissuti, ricordano oggi perfettamente la favolosa ricchezza dell’Australia nel tardo XIX secolo, i cui pezzi più ricercati uscirono dalle botteghe d’argento australiane di Adolphus Blau, William Edwards, William Karr.
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