D: Antonia ma lo sportello trans è attualmente attivo?

R: No, è sospeso dal 1 luglio. Nonostante l’impellente e continua richiesta non siamo in grado di operare.

D: La situazione è davvero così compromessa?

R: Direi di sì, mancano i fondi per potere operare e coprire anche le spese più minute ed irrisorie.

D: Com’è possibile secondo te che il comune di Milano non abbia ventimila euro all’anno per mantenere uno sportello sociale di cosi’grande importanza?

R: Io non riesco a spiegarmelo.. è come se dopo dieci anni di lavoro esso non contasse nulla; le istituzioni interpellate, al momento, si sono dimostrate lacunose nell’intervenire a questa emergenza.

D: Collaborazioni solidali?

R: Molte meno di quanto si possa pensare, parole davvero tante ma fatti concreti decisamente molto meno.

D: Nel frattempo però giungono visioni un pò discordanti dalla vostra impostazione operativa, anche un pò critiche oserei dire…

R: Dico alle persone, con visioni di associazionismo differenti dalla nostra, di imparare a conoscere e valorizzare la nostra modalità operativa e ben pesare quello che è il nostro tessuto esperienziale, dove lavoro e sacrificio hanno comportato un coinvolgimento totale non di sicuro comune.

D: Quanto ha bisogno una grande città di uno sportello sociale come il vostro?

R: Il bisogno è altissimo e tocca tutti… italiani e stranieri senza distinzione alcuna e anche lo status sociale non è un fattore di distinguo. Tutte le persone che iniziano un’esperienza di transizione ricercano aiuto e sostegno, una sorta di accompagnamento nei vari step quotidiani della loro vita. Lo sportello diventa un faro che illumina il cammino, un approdo per cercare risposte e sostegno.

D: E sul lavoro che risposte date…

R: Cerchiamo di fare il possibile ma anche qui per mancanza di fondi, come per ALA Milano, non possiamo fare nulla e poi la situazione delle borse lavoro e sempre più complessa e non sempre risponde ai reali bisogni dell’utenza.

D: Speranze? Tempi?

R: Speriamo in una positiva ed immediata risoluzione del tutto, però abbiamo buoni motivi per non essere particolarmente ottimisti, visto che un tavolo di gestione dell’emergenza non è stato ancora approntato.

D: Non ti sembra un pò strano che in un momento storico come questo, dove si parla ovunque di emancipazione e lotta alla marginalità, non si faccia nulla per risolvere una situazione come questa?

R: Semplice, non riescono a calarsi nel bisogno e nelle problematiche dell’utenza, ovvero sono incapaci e sordi alle problematiche altrui, gettando la gente spesso verso l’impotenza e il disagio.