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Il Salone del libro di Torino

Dal 9 al 13 maggio si è svolto al Lingotto Fiere di Torino il Salone Internazionale del Libro, dal tema “Il gioco del mondo“. La cultura non contempla frontiere o linee divisorie; la cultura i confini li salta; supera divisioni, frantuma muri, balza dall’altra parte, per creare.

Come fa il lettore del “contro-romanzo” di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, libro sconfinato e invito alla ribellione, alla fuga e all’avventura, perché costruito in modo che chi legge possa scegliere dove andare attraverso le pagine, da leggere oppure scartare.
È Il gioco del mondo, una delle opere più influenti degli ultimi cinquant’anni, titolo e tema scelti per questa 32° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Julio Cortázar ha fatto della mescolanza di culture la propria forza.
Il salone quest’anno occupa gli spazi del Padiglione 1 e dell’Oval, uniti da un grande corridoio in cui trova spazio una grande area ristoro gestita da tre eccellenze del fast food italiano.
Lo spazio della Regione Piemonte ha ospitato lo stand del Piemonte Pride, dove i volontari hanno fornito tutte le informazioni sulle manifestazioni in programma; il loro stand offriva anche una selezione di letture e saggistica a tematica LGBT.
Nella vicina Arena Piemonte, a partire dalle letture, si sono svolti dibattiti su temi e problematiche varie.
Chicche di questa edizione sono state la presenza di una collana della Robin Edizioni dedicata ai temi queer intitolata Liberamente (nello stesso stand – Padiglione 2 – anche la proposta editoriale della Fondazione Merz), il nuovo libro di Jonathan Bazzi, “Febbre“, edito da Fandango (che l’anno scorso ha acquisito la casa editrice Playground) e “Zucchero e catrame” di Giacomo Cardaci, già presentato all’ultimo Lovers Film Festival.

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