Con la preview inaugurale all’Oval Lingotto Fiere, Torino ha aperto le porte alla sua grande settimana dedicata all’arte contemporanea, accogliendo artisti, galleristi, collezionisti, curatori e appassionati provenienti da diversi Paesi.
Giunta alla sua 33ª edizione, “Artissima” ha confermato la propria identità di fiera attenta non soltanto al mercato, ma soprattutto alla ricerca artistica, alla sperimentazione e alla scoperta di nuovi linguaggi.
L’edizione 2026 ha riunito 183 gallerie provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, costruendo un percorso che hanno messo in dialogo personalità affermate e nuove generazioni di artisti.

Un titolo che invita a considerare l’immaginazione come una forza capace di attraversare differenze, superare confini e aprire prospettive ancora inesplorate. L’arte, in questa visione, non si limita a rappresentare la realtà: permette di interrogarsi sul presente e di immaginare ciò che ancora non esiste.
È proprio questa capacità di guardare oltre l’immediato a rendere Artissima un appuntamento di particolare interesse, anche al di fuori del mondo strettamente artistico.
A queste si sono affiancate tre sezioni curate: Present Future, dedicata alle ricerche emergenti; Back to the Future, che ha riportato l’attenzione su figure e percorsi significativi della storia dell’arte contemporanea; e Disegni, dedicata alla forza espressiva e alla ricerca attraverso il disegno.
Ne è scaturita una manifestazione nella quale hanno convissuto linguaggi diversi: pittura, scultura, fotografia, installazione, video e sperimentazioni che mettono in discussione le tradizionali categorie artistiche. Per il visitatore, la fiera è diventata così un’occasione per scoprire nuove sensibilità, confrontare prospettive culturali e osservare come gli artisti interpretano le trasformazioni del nostro tempo.
Uno degli aspetti più interessanti di Artissima è la sua capacità di estendere il proprio percorso oltre gli spazi dell’Oval. Torino si è trasformata in un itinerario culturale diffuso, nel quale istituzioni, fondazioni e luoghi simbolici ospitano progetti che dialogano con la manifestazione principale.
Tra gli appuntamenti speciali abbiamo apprezzato “No Future”, la rassegna di film e video d’artista alle Gallerie d’Italia – Torino, che affronta il tema della difficoltà di immaginare un futuro condiviso. Un progetto che invita a riflettere sulle inquietudini contemporanee attraverso il linguaggio delle immagini in movimento.
Alla Pinacoteca Agnelli, sulla Pista 500, il lavoro di Iris Touliatou ha portato l’arte in un contesto architettonico e urbano particolare.
All’Hotel Principi di Piemonte, invece, la presenza di Franco Mazzucchelli dimostra come l’esperienza artistica possa inserirsi anche negli spazi della vita quotidiana.
Questa dimensione diffusa rende Artissima molto più di una fiera: è un’occasione per vivere Torino attraverso una pluralità di esperienze culturali, riscoprendo luoghi e prospettive differenti.
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