Si avvicinano le più importanti elezioni dalla nascita dello stato di Israele. Proprio nel vivo della campagna elettorale porteremo a Tel Aviv, a Gerusalemme e in Cisgiordania, la nostra missione politica che abbiamo intitolato “Offensiva di pace” (https://europaradicale.eu/dopo-la-tregua-una-offensiva-di-pace-per-israele-e-palestina/).
Ribadiremo il nostro sostegno alla esistenza in sicurezza di Israele e alla necessità di sconfiggere da una parte Hamas ed Hezbollah, che vogliono la distruzione di Israele, e dall’altra marginalizzare i fondamentalisti fascisti che oggi occupano il governo di Israele.
Questa è l’unica strada per due popoli, due stati, due democrazie.
La nostra azione vuole, però, parlare anche al nostro Paese e all’Europa, poiché l’opinione pubblica occidentale può influenzare gli sviluppi dei conflitti.
Ci rivolgiamo alla ragione e alla coscienza degli occidentali, per respingere senza mezzi termini il dilagare dell’antisemitismo che tracima e inonda la nostra società.
Chi nelle nostre piazze urla lo slogan “dal fiume al mare”, chi non dice nulla di fronte al rinvio delle elezioni proclamato da Abu Mazen (elezioni che non si tengono da 20 anni!) è il vero guerrafondaio.
È contro la pace.
Serve, invece, una campagna politica transnazionale per un vero processo di pace che promuova la rinuncia di entrambe le parti a distruggere l’altra e il reciproco riconoscimento che garantisca la convivenza, come fu con Egitto e Giordania.
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