Dalla natura di Sanya alla tecnologia di Shenzhen: due realtà apparentemente lontane che possono aiutarci a ripensare il futuro della Longevity.
Una crisi può distruggere, ma può anche costringere una società a ripensare il proprio modo di vivere.
È una convinzione che mi accompagna da tempo e che, durante il mio recente viaggio in Cina, ha trovato una nuova conferma.
Ho osservato due realtà molto diverse tra loro: Sanya, nell’isola di Hainan, e Shenzhen, una delle città più dinamiche e tecnologicamente avanzate della Cina.
Due mondi apparentemente lontani.
Da una parte, il mare, la natura, la luce, la vita all’aria aperta, la socialità e un ritmo quotidiano più lento.
Dall’altra, tecnologia, ricerca, innovazione, diagnostica, medicina avanzata e una popolazione inserita in uno degli ecosistemi tecnologici più dinamici dell’Asia.
E proprio osservando queste due realtà mi sono posto una domanda: e se il futuro della Longevity fosse nella loro integrazione?

Negli ultimi anni abbiamo iniziato a parlare sempre di più di Longevity.
Spesso, però, il concetto viene associato quasi esclusivamente all’aumento dell’aspettativa di vita, alla genetica, agli esami diagnostici, agli integratori, alle nuove tecnologie o alle terapie innovative.
Sono strumenti importanti.
Ma, a mio avviso, la Longevity non può essere ridotta soltanto alla possibilità di aggiungere anni alla nostra vita.
La vera sfida è aggiungere vita agli anni.
Dobbiamo chiederci non soltanto quanto a lungo possiamo vivere, ma in quali condizioni vogliamo arrivare a vivere quegli anni.
Autonomia. Mobilità. Curiosità. Relazioni. Equilibrio mentale. Capacità di continuare a progettare. Desiderio di essere ancora parte della società.
Questi aspetti dovrebbero diventare parte integrante del concetto moderno di Longevity.

A Sanya ho osservato qualcosa che spesso rischiamo di dimenticare quando parliamo di medicina del futuro.
La salute non nasce soltanto all’interno di un ospedale o di un laboratorio.
Nasce anche nell’ambiente nel quale viviamo.
Il rapporto con la natura, l’attività fisica all’aperto, la luce naturale, il clima, la socialità e le abitudini quotidiane possono contribuire a costruire uno stile di vita orientato al benessere e all’invecchiamento sano.
Hainan rappresenta, sotto questo aspetto, un interessante laboratorio naturale e sociale.

Non significa che vivere vicino al mare sia, da solo, una terapia contro l’invecchiamento.
Significa piuttosto comprendere che quando parliamo di Longevity dobbiamo ampliare lo sguardo.
Dobbiamo considerare la persona nel suo insieme e anche l’ambiente nel quale quella persona vive.
Della mia esperienza a Shenzen ne parleremo nel prossimo articolo che vi invierò da quaggiù.
Della mia esperienza a Shenzen ne parleremo nel prossimo articolo che vi invierò da quaggiù.

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