Prima ancora del cioccolato, delle caramelle e delle gelée alla frutta, ci sono le pastiglie. Piccole, dure, profumate, conservate nelle scatole di latta che per generazioni hanno abitato case, drogherie e farmacie. E’ da lì che comincia il racconto della Leone, fondata nel 1857 e diventata uno dei marchi più riconoscibili della tradizione dolciaria piemontese.
Oggi quella storia diventa un museo e si mette in mostra accanto alla fabbrica di Collegno, appena fuori Torino. Si chiama “Fabbrica della Felicità” il nuovo spazio inaugurato ieri in via Italia 48: 7.000 metri quadrati tra percorso museale, caffetteria, teatro, giardino interno, punto vendita e laboratori aperti a cittadini e scuole.
Un investimento da 20 milioni di euro, finanziato da Barilla, che nel 2018 ha acquisito il marchio Leone.

Il cuore è proprio il museo. Si entra sotto una gigantesca latta gialla sospesa nell’atrio, poi una rampa conduce dentro quasi 170 anni di storia industriale, tra installazioni, fotografie in bianco e nero, macchinari d’epoca e affacci sulle linee produttive.
Le pastiglie restano il filo rosso: dalle lavorazioni storiche dei mastri caramellai alle macchine contemporanee, fino alla Sala Leone, spazio teatrale che può essere affittato per eventi e concerti. L’idea è rendere una fabbrica una luogo da vivere.

“Abbiamo voluto aprire le porte di Leone e trasformare quasi 170 anni di storia in un’esperienza”, spiegano Michela Petronio e Luca Barilla.
La struttura, coloratissima, sarà aperta dal martedì alla domenica.
E mentre molte fabbriche chiudono o si restringono, Leone sceglie la strada opposta: apre le porte.

(Autore: Riccardo Levi – La Stampa Torino)

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