Cristina Bugatty: recitare è il mio modo di esprimermi e conoscere

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D: Teatro, cinema, canto…

R: Vero… faccio tutto questo, ma alla fine ho scelto la recitazione, del resto gestire in Italia le tre arti contemporaneamente è molto difficile perchè l’uno non alimenta l’altro, anzi può creare divisioni.

D: Dopo essere stata sul palco dell’Ariston, ed aver avuto una grande esposizione mediatica, c’e’ stata una ricaduta positiva?

R: No, perchè in quegli anni la mia figura era ancora più aliena di oggi e non essendo particolarmente sostenuta, non c’è stato l’atteso ritorno. Oggi che la mia figura è più “sdoganata” e mi sono state riconosciute qualità e meriti, ho iniziato a raccogliere qualcosa.

D: Perchè alcuni personaggi del mondo transgender sono molto più presenti di te nei talk-show?

R: Perchè le persone poco impegnative e gestibili, che non affrontano argomenti scomodi, sono più rassicuranti, e non intendo per il pubblico, ma per chi gestisce il potere.

D: Un grande amore per il teatro, seppur esso sia faticoso, sofferente e mal retribuito…

R: Io amo il momento teatrale; se fossi ricca me lo comprerei un teatro.

D: Progetti futuri?

R: Con Paola Barale delle pillole per il web e la tv, e poi tanto teatro con la Mazzamauro, oltre ad un progetto davvero top secret.

D: Come pensi che sia attualmente inserita, socialmente, la figura transgender?

R: Sono a favore di tutte le figure che possano al meglio esprimersi, nel mio ambiente (quello dello spettacolo), apprezzo che vengano premiate le persone meritevoli aldilà del genere e che comunichino qualcosa perchè essere famosi è anche una responsabilità.

D: Che consiglio daresti ad un ragazzo che vuole intraprendere la carriera di attore?

R: Di studiare (tanto) sia a livello teorico che pratico, perchè questo oltre a servirti nel mondo dello spettacolo, può tornare sempre utile in un futuro. Inoltre gli direi di porsi la domanda del perchè vuole intraprendere questo tipo di carriera.

D: Una domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto che ti facessi?

R: Posso darti settantamila euro per finanziarti la tua sit-com “La Contessa Du-Bronge”?

D: Una cosa che ami maggiormente del tuo lavoro?

R: La possibilità di sperimentare psicologie e personalità a me lontane.

D: Una che non ami del tuo lavoro?

R: Le attese… in tutti i sensi…

D: Sei felice?

R: No, sto umanamente sospesa tra la ricerca della felicità e il combattimento con le difficoltà della vita, che cerco di dribblare quotidianamente.

D: Sei fidanzata?

R: No, sono single, perchè cerco un maschio che voglia essere se stesso, senza essere preda di pregiudizi o convenzioni sociali.

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