A Bruxelles, ogni anno tra fine gennaio ed inizio febbraio, nonostante il freddo e la neve, nulla impedisce di raggiungere Brafa, lo scrigno elegante e prezioso dove l’arte è regina.

Brussels Antiques and Fine Art Fair, è una delle mostre-mercato d’arte antica e moderna d’Europa, una delle più longeve, organizzata dall’associazione no-profit Belgian Antiques Fair.

Brafa, entrata a far parte della ristretta schiera delle maggiori fiere d’antiquariato, assieme al Tefaf di Maastricht, al Masterpiece di Londra e alla Biennale degli antiquari di Parigi, è diventata un appuntamento atteso da collezionisti, appassionati del settore, curatori di istituzioni museali di tutto il mondo, e amanti del bello; facendo registrare anche quest’anno una chiusura da record, superando le aspettative degli stessi organizzatori.

Sul canale di Bruxelles, nell’accattivante spazio post-industriale Tour & Taxis, oltre 66.000 visitatori in soli 9 giorni, passeggiando comodamente sui 15 mila metri quadrati di moquette, hanno ripercorso alcuni millenni di creazione artistica, abbracciando tutti i continenti, arrivando persino ad ammirare da vicino un autentico meteorite lunare, scoprendo i tesori più pregiati dell’antiquariato e i pezzi d’arte più interessanti.

L’accresciuto potere internazionale della Fiera, giunta alla sessantaquattresima edizione, ha riconfermato la sua identità colta e cosmopolita nel saper adunare le più importanti gallerie del mondo. Brafa, mai prima d’ora aveva ospitato così tante gallerie straniere, ben 133 espositori internazionali, di cui 8 italiani, oltre 10 mila opere d’arte esposte, che nella loro eterogenea diversità hanno rappresentano un ampio ventaglio del mercato. Una caccia al tesoro tra capolavori di archeologia, dipinti, sculture, arte africana e orientale, ma anche gioielli, tappeti, fumetti e wunderkammer.

Aggirarsi fra gli stand perdendo le coordinate temporali, alla scoperta di opere rare in ogni settore, regala lo stesso piacere di quando si visita uno dei grandi musei che documentano la storia dell’arte di epoche e culture diverse. Questa fiera non vincola le gallerie per specialità, e riesce a proporre opere d’arte accessibili, anche ai giovani collezionisti, senza abbassare il livello qualitativo in quanto si avvale dello stesso severissimo Vetting di Masterpiece. I controlli di autenticità e i livelli di qualità di tutte le opere esposte in fiera, sono rigorosi e vengono garantiti da una commissione internazionale di 100 esperti, indipendenti dall’organizzazione, che esaminano i lavori e la documentazione di ogni galleria, pena l’esclusione.

L’eclettismo, tratto distintivo dell’evento, lo si è ritrova nell’opera d’arte antica, così come in quella di design.

Completa ed eclettica: archeologia e design convivono, in sintonia con la tendenza dei collezionisti d’oggi a combinare stili e periodi.
Eccentrici anche gli ospiti d’onore di questa edizione, il duo Gilbert & George, esperti d’arte britannici, che hanno portato il loro tocco surreale ed umoristico; hanno parlano di emozioni, del limite tra la provocazione e l’insulto, regalando nella presentazione stampa una simpatica performance canterina.

Lungo il percorso espositivo, sono state collocate, come satirici totem provocatori, 5 delle loro recenti e monumentali opere, contraddistinte dai colori vivaci che evocano le finestre di un tempo. Ad impreziosire l’evento, l’allestimento di una mostra di 40 capolavori iconici, volti a celebrare il centenario la Royal Chamber of Art Dealers (ex Chambre Royale des Antiquaires et Négociants en Œuvres d’Art de Belgique), opere vendute da membri dell’associazione professionale belga a collezionisti e musei, che grazie alla collaborazione dei proprietari, sono stati esposti come trofei su di una immensa parete-wunderkammer.

La formula vincente di Brafa permane la sua multidisciplinarità che affascina qualsiasi visitatore ed arricchisce il collezionismo internazionale.
Protagonista dell’esposizione della galleria d’arte londinese Stern Pissarro, la tela “Le Balcon” di Paul Delvaux, una silenziosa e intesa comunicazione tra due donne che, attraverso gesti e sguardo, accennano a un fatto accaduto; un surrealismo moderato, sicuramente influenzato dalle opere di Giorgio de Chirico e René Magritte. Custodito per anni in una collezione privata asiatica, ritorna visibile per la prima volta dopo 30 anni, stima 3 milioni di euro. Chiale Fine Arts che ha recentemente aperto una nuova sede proprio a Bruxelles, conferma diversi acquisti dei quadri del pittore contemporaneo Giancarlo Giordano.

L’esposizione della prima Wunderkammer spaziale, fa volare realmente la galleria toscana, Theatrum Mundi del fondatore Luca Cableri, riscuote un grandissimo interesse, successo e vendite; per la gioia degli occhi e lo stupore dei visitatori, dal “Wunderkammer del XXI” secolo di Arezzo, si è scelto di portare alcuni oggetti unici e preziosi, come il rarissimo astrolabio di Jean Fusoris, realizzato a Parigi tra 400-500, il disegno originale realizzato da Georges Méliès per il cortometraggio A trip to the Moon (1902); l’originale costume di Batman, indossato da Val Kilmer nel film ‘Batman Forever diretto’ da Joel Schumacher, 1995; un rettile volante vissuto nel Cretaceo Superiore circa 70-80 milioni di anni fa; un autentico pezzo di Luna, nonché tute spaziali indossate da astronauti durante l’esplorazione planetaria.
Prima partecipazione a Brafa, per la galleria specializzata in alta epoca, scultura medievale, di Sandro Morelli che ha registra da subito alcune vendite e numerosi contatti. Preziosa la croce di bronzo dorato del XII secolo, di fattura toscana, e una delicatissima Madonna con Bambino, in stucco, della bottega di Lorenzo Ghiberti (Firenze, 1420-30 ca).
Gallery Sofie Van de Velde” di Anversa, ha presentato un’unica opera, vale a dire un corsetto di gesso di Frida Kalho, decorato durante la sua malattia; ritrae i simboli della falce e del martello e un feto di un bambino nel ventre materno che non nascerà mai, con una richiesta di 2 milioni di euro.

Rarità africane come la selezione di antichi pettini scolpiti della Repubblica Democratica del Congo proposta dalla Didier Claes Gallery risalenti al XIX – XX secolo, venduti quasi tutti già durante l’inaugurazione con prezzi variabili da 5.000 a 30.000 euro.
Charly Bailly ha conquistato un’ampia clientela internazionale: 6 opere di valore superiore a 100 mila euro, destinate a collezioni in Russia, Svizzera, Belgio, Olanda e Cina.

La galleria “Arte Ancient” di Londra che ha venduto la Gogotte “Planetary body” per 55.000 euro, in bella mostra presentava, anche la Gogotte “Coucou”, formazione minerale, di 30 milioni di anni da fa, rara per via della sua enorme dimensione.
Gabriela Sismann, ha raccolto pezzi dell’età dell’oro olandese e fiamminga, la grande scultura rinascimentale. La Vergine di Antonello Gagini e il busto di fanciulla di un seguace del Verrocchio.

Belgian Fine Comic Strip Galler, con Trittico Tintin da 2 milioni di euro. Tre illustrazioni di Hergé (2 tavole degli anni quaranta, 1 anni sessanta) da perdersi nel deserto… (anche un bel Omaggio a Magritte con tanto di baffi, bombetta e ombrello del 1968 a 280 mila euro).
Galleria Tamenaga ha venduto ben 7 dipinti di Takehiko Sugawara (9-35.000 €), 2 di Tom Christopher (16 e 45.000 €) e uno di Kyosuke Tchinai.

Al Brafa i focus non si smentiscono, si confermano gli stessi di sempre: la qualità, la varietà di stile e periodo, la rarità e l’eclettismo; caratteristiche apprezzate da chi sa riempirsi gli occhi della silenziosa bellezza, da chi sa bene che nulla può sostituire il contatto fisico con un oggetto o il rapporto personale con un gallerista professionale che parla la tua stessa lingua, quella dell’amore per l’arte di ogni tempo.

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