Covid-19 e cultura: un ossimoro! Proprio così. L’emergenza sanitaria, nel suo ormai consueto andamento carsico, impatta in modo significativo sulle nostre vite e coinvolge in modo profondo il mondo della cultura.
A maggior ragione in un Piemonte che si promuove come terra di grande attrattività naturalistica, storica e, appunto, culturale.
Noi oggi ci troviamo di fronte ad un bivio: scoraggiarci o innovare. E proprio per questo, invece di cercare qualche altra istituzione su cui scaricare responsabilità – come spesso accade nell’incedere incerto della Giunta Cirio – proviamo a concentrarci su azioni concrete che non si limitino alla mera “assistenza” ma provino a ri-attivare il settore.
Gli esempi ci sono. Eccellente l’iniziativa di numerosi musei nel dar vita alle visite virtuali. Altrettanto potrebbe esserlo la “netflix” della cultura che nascerà dopo il ponte dell’Immacolate e che, a ragione, il Ministro Franceschini considera una grande opportunità.
E del pari straordinaria l’iniziativa di Stéphane Lissner, soprintendente del San Carlo di Napoli, che proprio in questi giorni porta sul digitale la “Cavalleria Rusticana” con un contributo – guarda caso – della Regione Campania.
A Napoli si sono posti l’obiettivo di portare dentro il San Carlo non solo nuovo pubblico ma soprattutto pubblico nuovo. Il Piemonte, dal canto suo e con il consueto ritardo, si limita ad attivare i tradizionali bandi per la cultura. Noi pensiamo che a questi bandi – ben vengano, per carità – si potrebbero agevolmente affiancare e sostenere, insieme alle Fondazioni bancarie, specifici progetti di webtheatre.
Si tratterebbe di un’innovazione, magari estesa alla danza, ormai alla portata di tutti. E sarebbe una bella iniezione di fiducia non solo per il grande teatro ma soprattutto per le tante piccole associazioni che animano questo mondo.
Garantirebbe infatti ai lavoratori dello spettacolo dal vivo impegno e visibilità a costi contenuti, potendo utilizzare i teatri chiusi al pubblico e si potrebbe rivelare, al tempo stesso, una bella boccata d’ossigeno per il sistema radio-cine-televisivo piemontese.
Teatro, musica e danza sono beni culturali, ricchezza e patrimonio di questo Paese.
E, oggi più che mai, ossigeno per la nostra mente.
Alberto Avetta
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