Nelle attese elezioni americane di Midterm s’impongono i giovani candidati democratici, in quello che la Cnn ha definito “Tsunami blu”.
Finalmente l’America cambia rotta e volta le spalle a Donald Trump.
Quel tycoon amico di Putin, Netanyahu, Orban, che tra sanzioni, offese oltre ogni limite, assalti al parlamento e con la questione Epstein aperta…
Quel Trump, nemico dell’Europa, che intendeva assorbire Canada e Groenlandia. Un ego smisurato e un affarismo senza scrupoli (possibile insider trading) a proprio vantaggio e dei suoi amici.

I dati delle elezioni di Midterm (mentre scriviamo, non definitivi) sono chiarissimi: i democratici conquistano 244 seggi alla Camera contro i 191 dei repubblicani e 54 al Senato.
L’asinello, simbolo storico dei democratici statunitensi, vince sull’elefante dei repubblicani, con candidati con meno di 40 anni, premiati in massa dal voto giovanile, come quel James Talarico, cristiano moderato, ex insegnante ed ex seminarista presbiteriano che conquista il Texas, tradizionale feudo repubblicano, difendendo il diritto all’aborto e la comunità LGBT+, attaccando duramente l’agenzia federale per l’immigrazione (ICE), definita come polizia segreta al servizio di Trump e l’insider trading per i parlamentari, difendendo la sanità pubblica.

Con lui s’impongono in Georgia Keisha Lance Bottom, prima governatrice afroamericana, e il primo senatore musulmano Abdul El Sayed, medico eletto in Michigan, fortemente apostrofato da Trump. C’è anche spazio per una nativa americana, la trentasettenne Claire Valdez, prima donna eletta al Congresso, con l’83,3% dei voti, per lo stato di New York, oltre al primo senatore dichiaratamente gay: Chris Pappas, vittorioso nel New Hampshire, che ha festeggiato insieme al marito.

Certo, il ventaglio di posizioni tra i democratici è variegato, ma l’obiettivo era battere quel Trump ora visto come “un’anatra zoppa” nel prosieguo (altri due anni) del suo mandato da presidente, in un contesto carico di ostacoli
Non poteva non scatenarsi sul web l’ironia per il tycoon sconfitto, mostrato in carcere, lanciato da una Statua della libertà con una fionda, gettato in un cassonetto con la scritta “rifiuti pericolosi”, come in un video dell’ambasciata iraniana in India.
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Sánchez: “Sconfitto il partito dell’odio”
Molto forti le parole di commento del leader spagnolo Pedro Sánchez: “La società americana ha votato contro politiche che impoveriscono, contro l’odio, contro il negazionismo climatico, il machismo e i privilegi delle élite. E’ successo in Brasile ed è successo negli Usa, e succederà presto anche in Spagna”, è l‘auspicio di Sánchez.

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