D: Qual’è la fortuna di un talk show come il tuo?

R: Il segreto è andare tutti i giorni in tv ed andarci in radiovisione, ovvero un modo più dinamico che unisce la potenza dell’immagine alla forza penetrativa dell’etere. Durante la pandemia abbiamo registrato delle punte vertiginose d’ascolto proprio per il fatto di essere diventati uno strumento che fa compagnia agli italiani accompagnandoli nella loro quotidianità. Inoltre noi non abbiamo pagato lo scotto di trasmissioni “svuotate” del pubblico televisivo ed inoltre, avendo un colloquio diretto attraverso i social con il nostro pubblico non ci siamo persi in inutili e strazianti collegamenti del tipo, “tu mi vedi io ti vedo”, “sento l’audio ma non ti vedo”, ecc…

D: Come nasce l’idea dell’audio/video?

R: Nasce da una fusione tra RTL e RTL Channel che avviene tra il 2003 e il 2005, ovvero si fondono insieme la radio e la TV. Di questa forma di intrattenimento è ovvio che ne rivendichiamo la paternità giusto per il fatto che prima di noi un prodotto del genere non esisteva.

D: Quali sono gli errori da non fare mai in radio?

R: Innanzitutto “non tromboneggiare” perchè la conduzione deve essere veloce, con ritmo incalzante e inoltre deve essere corale, vi deve essere un dialogo ed è per questo che come già detto è importante sfruttare al meglio i social in modo che il pubblico possa essere davvero protagonista della trasmissione per cui l’individualismo è bandito per regola. Il fatto di rendere il pubblico parte integrante di questo contesto non è una scelta casuale anzi è una direttiva aziendale nonchè editoriale. Ovvio che a tutto questo ci deve essere alla base una selezione musicale trasversale che possa piacere ad un numero sempre più vasto di pubblico che deve essere di qualità.

D: Come fate ad essere così penetranti ed efficaci in termini di copertura?

R: Noi siamo ovunque, siamo la cosa più simile a Radio Maria che si possa immaginare e questo è il frutto di un investimento davvero importante. Basti pensare che all’epoca le nostre frequenze 102.5 erano assolutamente identitarie, la gente ci conosceva proprio dalla frequenza e questo avveniva via etere con il supporto del video abbiamo creato una macchina performante e penetrante che ha permesso di sedurre famiglie intere di ascoltatori trasformandoli in televideoascoltatori (nonni e nipotini inclusi).

D: Non sei solo un conduttore radiofonico ma anche un attore di cinema e teatro?

R: Sì esatto è proprio da li che provengo, anche se ho fatto più teatro che cinema avendo lavorato con grande soddisfazione per 15 anni al Teatro di Firenze come mimo e danzatore.

D: So che hai lavorato con personaggi importanti del mondo dello spettacolo…

R: Sì è assolutamente vero, con Luca Ronconi, Cobelli, Benvenuti e Giuseppe Ferlito nel film “Ne in cielo ne in terra”… poi alcuni cortometraggi e lungometraggi, con Piscitelli siamo finiti perfino al Festival del Cinema di Venezia.

D: Nel 2005 hai fatto “il colore del silenzio”, un film che ha girato molto in ambiente LGBT…

R: Esatto, è un film che tratta il tema delle persecuzioni degli omosessuali durante il periodo nazista.

D: Ci parli un pò di questo lavoro?

R: Io interpretavo proprio Hitler, il dittatore era in versione drag queen, per cui io ero l’aguzzino dei miei amanti. Del resto si è sempre parlato di questa personalità omosessuale infatti molte scomparse avvenute durante il periodo in cui lui era al potere si ès empre detto che altro nno fossero delle sparizioni di testimoni scomodi. Il film che compie 16 anni quest’anno continua a piacere e a venire richiesto per proiezioni legate al mondo LGBT.

D: Come operatore della musica, secondo te, chi sono i giovani artisti italiani che dureranno nel tempo?

R: Per i rapper la vita la vedo davvero dura, perchè sono davvero troppi almeno che qualcuno di essi non scelga di reciclarsi come ha fatto Fedez diventando più un personaggio di successo che non un reale musicista; però qualcuno forse c’è… per esempio il cantautore Ultimo potrebbe diventare primo, Marianne chi lo sà… oggi sulla vita artistica di un cantante u di una cantante non mi senti di garantire o fare pronostici, poi quando mi si chiede di immaginare un suo successo duraturo nel tempo penso a quanti ne ho visti in 20 anni di radio…

D: Le web radio funzionano, non funzionano o funzioneranno?

R: Le web radio che fanno parte di un progetto più vasto che è nel disegno del nostro editore e funzionerà a lunga gittata tanto è che noi abbiamo investito già da anni su un qualcosa che si sta concretizzando adesso, per esempio il DAB (Digital Audio Broadcasting), che da ora in futuro ci sarà in tutte le auto.

D: La domanda che non ti hop fatto ma che avresti voluto ti facessi?

R: Quanta importanza do io alle unioni civili: per me sono assolutamente importantissime anche se però preferisco celebrare i matrimoni altrui per cui grazie e ancora grazie al nostro presidente Mattarella, Monica Cirinnà e tutti coloro che si stanno battendo per il DDL Zan.