“Non siamo solo un corso di difesa personale, ma una palestra di legalità impegnata a diffondere la cultura del rispetto degli altri”.
A
parlare è Anna Maria Militano, volontaria impegnata per la parte organizzativa  dell’associazione “Nonpiùindifesa”.
L’abbiamo incontrata  nel gazebo dell’ASD alla festa di via di corso Belgio, a Torino. Molte sono le donne di ogni età che si fermano, interessate ai corsi gratuiti proposti, cogliendo la qualità e l’approccio della proposta che va ben oltre il fatto tecnico dell’autodifesa.

La filosofia dell’associazione intende offrire strumenti di prevenzione e conoscenza per affrontare tematiche di violenza in famiglia, sul lavoro e nella società civile. Un approccio che abbatte i costi sociali evitando danni psicofisici.

“Nonpiùindifesa”, dal 2008, organizza corsi gratuiti di autodifesa ed educazione relazionale: nasce da un’idea del magistrato Fulvio Rossi (esperto di tecniche di difesa orientali) che, inizialmente e originalmente, aveva realizzato la palestra, con tanto di tatami, presso il Tribunale di Torino. Un fatto anomalo che, però, dava credibilità e rassicurava un numero crescente di partecipanti.
Si studiano tecniche di difesa fattibili a tutte le età, con la collaborazione di avvocati, psicologi, esponenti delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alla violenza “di intimità” consumata tra le mura domestiche.

L’associazione, dopo il periodo critico per il Covid, che rendeva impossibile procedere con le attività nel Tribunale, ha dovuto operare una svolta e, nel suo nuovo corso, si è trasferita in Vanchiglietta, grazie anche all’aiuto del “tessitore” del centrosinistra piemontese Pino De Michele, fondatore del noto laboratorio di confronto politico progressista “Alleanza dei democratici”.

De Michele è presente nel gazebo, con le volontarie dell’associazione che, dal 10 maggio 2026 vede come presidente l’avvocato Elisabetta Malagoli, con il magistrato Fulvio Rossi presidente onorario.

Anna Maria Militano, che lavora in Tribunale, ci racconta di essere entrata come allieva e ora si ritrova molto impegnata specie per la parte organizzativa: “Mi sono trovata subito bene in un gruppo ben affiatato che mi ha aiutato e dato forza nei momenti di difficoltà. Si tratta di un discorso più personale che tecnico, anche se, sul piano della sicurezza, ricordo che, con sorpresa, non esitai a inseguire un ladro protagonista di uno scippo”.

Ora la palestra viaggia in piena operatività con tre corsi settimanali, ciascuno di circa 25 persone, tenuti da uno staff di istruttori che, in cinque anni, ha coinvolto due mila persone, a cui viene richiesta la sola tessera associativa.
Tra questi maestri del tatami la vicepresidente Fiorella Bortolaso, Ju Jitsu 5° Dan, detta “la samurai torinese”, Giorgio Fattor, docente di chimica, istruttore di Ju Jitsu esperto di difesa da molestie e aggressioni a bassa intensità, e il maestro di Aikido 6°dan Mauro Giardino, tra i fondatori della Palestra dei diritti.

La "samurai torinese" Fiorella Bortolaso.
La “samurai torinese” Fiorella Bortolaso.

Nella foto di gruppo del direttivo, oltre ai citati maestri, il magistrato Fulvio Rossi, Pino de Michele, la presidente Elisabetta Malagoli e i membri del direttivo Anna Maria Militano e la pedagogista Eleonora Bianco. Tra i fondatori anche Giovanni Leoni ex funzionario Regione Piemonte.

Sul sito https://www.nonpiuindifesa.com/ si trovano tutte le info necessarie per entrare in contatto con una realtà di successo che abbina alla sicurezza personale, e alla sempre importante base ginnica, i principi di rispetto e i diritti della persona.
“La democrazia di genere è la madre della nuova stagione dei diritti”, è il significativo mantra di questa associazione, caratterizzata da un successo che parte dal basso e dalla passione di diverse persone impegnate non solo sulla prevenzione di atti violenti, ma nel combattere emarginazione e isolamento attraverso momenti di condivisione delle esperienze.

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