Lo spazio del Cubo della Triennale di Milano si anima con la retrospettiva “Io sono un drago. La vera storia di Alessandro Mendini“.
Attraverso questa mostra, aperta fino al 13 ottobre, si celebra il genio innovativo di Mendini e il suo impatto duraturo sulla cultura visiva globale.
Una mostra teatrale che cattura l’attenzione di numerosi visitatori, e io non faccio eccezione. In particolare, i disegni e gli scritti esposti hanno suscitato in me una forte ammirazione per la loro ricchezza concettuale e la profondità della riflessione artistica, dimostrando così la maestria dell’artista nel comunicare attraverso il suo lavoro visivo e scritto.
Entrare in contatto con il lavoro di Mendini significa immergersi in un mondo fatto di creatività, innovazione e visione. Era parte di una generazione che non solo si limitava a progettare oggetti, ma incarnava un periodo che trascendeva il mero atto di creare: era un’epoca da diario, un archivio vivente di pensieri e memorie. In un’era dove l’arte, il design e la cultura si intrecciavano profondamente, ogni progetto rappresentava una pagina nel libro della storia, una testimonianza tangibile dei valori, delle aspirazioni e delle sfide del tempo.
Mendini e i suoi contemporanei non solo plasmarono il mondo fisico con le loro creazioni, ma documentarono anche il loro spirito e la loro visione, creando un tesoro di conoscenza e ispirazione per le generazioni future. I suoi scritti e i disegni invitano a un’immersione profonda e riflessiva, scrutando ogni dettaglio: diventa un’esperienza quasi meditativa, un viaggio nell’anima dell’artista e nel suo processo creativo.

L’arte italiana, l’alchimia delle sue creazioni, il fascino del vintagedesign che permea tutta la sua opera e l’eleganza dell’interiordecor sono solo alcune delle meraviglie che si possono scoprire in questa straordinaria esposizione.
L’allestimento è un capolavoro di design che incanta i visitatori fin dal primo istante, trasformando lo spazio della Triennale in un ambiente suggestivo, dove ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza sensoriale unica e indimenticabile.
Nel vivace scenario della mostra, le opere di Mendini sembrano prendere vita propria, quasi come personaggi in un gioco interattivo. Con il suo sorriso luminoso e gli occhi celati dietro gli occhiali tondi, Mendini sembra essere il maestro di cerimonia di questo straordinario spettacolo. Accoglie i presenti con calore e si inserisce nel discorso su arte e design come se fosse una tessera fondamentale del gioco, pronto a rivelare i segreti dietro ogni creazione.
Non sto fantasticando, ma è davvero come se il mondo dell’artista prendesse vita sotto i nostri occhi, trasformando la mostra in un’esperienza magica e indimenticabile; e vi assicuro che chiunque abbia la fortuna di ammirare le sue opere può percepire la sua voce, il suo spirito e la sua passione che risuonano in ogni pezzo.
E così, davanti a queste opere, il tempo sembra rallentare, permettendo al visitatore di perdersi nei labirinti della mente di Mendini, esplorando mondi interiori e lasciandosi trasportare dall’incanto della creatività umana.