La fotografia è l’eterna immobilità di parole, immagini e suoni nelle nuvole della sua memoria, l’estensione di un’immagine permanente tra le mani, dove tutto il distante è sotto i nostri occhi, tra le nostre mani. Quell’istante, fatto di luci ed ombre che giocano a rincorrersi, andato via insieme al tempo.
Immagini, dove è celato il pensiero, lo stile, la missione di un grande fotografo che, con un’innata capacità di comunicazione, riesce a immortalare la bellezza, la verità così come l’idealizzazione.
Le fotografie possono farci ridere, piangere, ricordare un tempo che è passato riavvolgendo il nastro: storie, sentimenti, persone, e persino oggetti. Tutto assume un significato profondo, restando impresso nella nostra mente.
La data del 19 agosto, segna un anniversario speciale per i fotografi di tutto il mondo, festeggia il World Photo Day, la giornata mondiale dedicata alle foto, istituita nel 2010, su iniziativa del fotografo australiano Korske Ara, noto per le sue coloratissime foto della natura più selvaggia.
L’ obiettivo è quello di unire le comunità locali e globali in una celebrazione mondiale della fotografia, come Patrimonio inalienabile dell’umanità.
L’ arte della fotografia, ne ha fatta di strada nel corso degli anni, a partire da “Le Boulevard du Temple” de così si può dire ‘scattata” a Parigi nel 1838 da Louis Daguerre. Non una foto bensì un dagherrotipo, dal processo alquanto lungo e complicato, in un’unica copia positiva, non riproducibile, realizzato su una lastra d’argento e liquidi chimici. Un’esperienza magica e surreale, dal valore storico perché per la prima volta appare l’immagine, si nota un uomo che si fa lustrare le scarpe.
In questi ultimi decenni la fotografia ha subito uno sviluppo incredibile, Siamo in piena “era di democratizzazione della fotografia“. I social sono i simboli più rappresentativi di questo cambiamento, sono gli strumenti attraverso cui diamo vita a questa “rivoluzione fotografica“. Chiunque può permettersi fare fotografie e raccontare le loro storie anche più intime ed istantanee. Chiunque fotografa qualunque cosa, praticamente una sorta di onanismo iconografico ossessivo e collettivo.
Le moderne tecnologie permettono di fare foto amatoriali con un semplice scatto, senza nessuna competenza tecnica e criterio estetico. È cambiata la concezione di fotografia. Una volta si puntava a immortalare il present per farlo vivere nel futuro, ora si immortala il presente per poi sparire dopo pochi giorni.
Comunque è necessario una grande senso di responsabilità per trasferire anche quello che non si vede ma “si sente. L’arte è ciò che incanta indipendentemente dalla tecnica e dalla professionalità e la fotografia è la lingua elettiva del contemporaneo, l’espressione artistica della realtà attuale. Certamente c’è anche da dire che il semplice atto del fotografare non fa il fotografo, meno che mai il grande fotografo.
La fotografia oggi è una vera e propria forma d’arte autonoma, che non imita la pittura tanto meno la scultura ma indaga la realtà ed i temi della bellezza, del dolore, della vita attraverso un proprio linguaggio. E come l’arte non è costituita da rigide regole ma dal modo personale e unico del fotografo di interpretarle.
Una foto vale più di mille parole…