La discoteca è un progetto di Jacopo Milani, vincitore dell’ottava edizione di Italian Council, programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Promosso dall’associazione culturale Nosadella.due, curato e prodotto da Elisa Del Prete e Silvia Litardi del direttivo curatoriale NOS Visual Arts Production, il progetto filmico nasce dalla collaborazione con APS Arcigay Il CasseroBottega BolognaIf I Can’t Dance, I Don’t Want To Be Part of Your Revolution, Run by a group / openspace, ed entrerà a far parte della collezione museale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Qui un’intervista esclusiva di Jacopo Milani per Orlandomagazine.

Qual è per te la differenza tra cinema d’arte e video arte?

J.M: Per me non ci sono differenze.

Cosa ti affascina della discoteca come luogo fisico di raccolta di corpi?

J.M: Gli sguardi, il movimento dei corpi, i look che si aggirano sulla pista da ballo o tra i divanetti. Gli odori, il sudore, la voglia di quei momenti effimeri e soprattutto gli incontri.

La discoteca come la vivevamo noi negli anni ’80-’90 è in una fase di decadenza tra i giovani, perché secondo te?

J.M: Internet ha reso tutto più facile e abbiamo scelto quindi di faticare meno; la discoteca è luogo del sudore.

Cosa ti ha portato a scegliere un personaggio dello spettacolo come Eva Robin’s, nella tua opera visiva?

J.M: Nella scelta di Eva sono stato piuttosto istintivo, non la conoscevo personalmente prima del film ma ero già convinto della sua presenza all’interno della mia scrittura. Sapevo solo che come me è del sagittario e avevo i ricordi di quando restavo inchiodato davanti alla TV a guardare come si muoveva. Ho poi avuto l’opportunità di conoscerla… siamo andati con Elisa del Prete (produttrice del progetto) a casa sua: un’esperienza unica. Eva è unica e da quell’incontro non ho smesso mai di conoscerla: i suoi film, i suoi progetti, ma anche i suoi ricordi e le sue esperienze. È una persona molto generosa che ama condividere e fare cose insieme. Sono davvero felice che il film abbia reso possibile il nostro incontro e sul set è stata… magia!

Come definiresti (fino ad ora) il tuo percorso artistico?

J.M: Non amo le definizioni, quindi preferisco non definirlo.

Chi osserva la tua operazione visiva che cosa pensi sia portato a riflettere?

J.M: Allo spettatore lascio sempre la massima libertà. È lui o lei che guarda a ricercare nella storia di un film il proprio perché. Penso che un film, un’opera, qualsiasi creazione interagisca con lo spettatore quando riesce a fare leva sui ricordi, sulle esperienze e sul vissuto che ognuno di noi mette in gioco sia quando crea che quando osserva.

Quanto è importante la musica nella tua vita?

J.M: Mi considero un buon ascoltatore. Vado molto d’istinto: mi piace o non mi piace. Per il film ho scelto di collaborare con Thomas Costantin per la colonna sonora e sono rimasto affascinato da quanta ricerca ci sia dietro la costruzione di un brano musicale. Abbiamo lavorato insieme, io gli davo degli input visivi o immaginativi e lui li traduceva con le sue visioni e i suoni che aveva dentro. Thomas ha una ricerca musicale impressionante e sono stato molto contento del lavoro di condivisione che abbiamo fatto.

La tua arte è stata influenzata da chi da cosa?

J.M: Da tutto quello che è entrato in contatto con me soprattutto dalle persone che mi circondano.

Una domanda che non ti abbiamo fatto e che avresti voluto che ti facessimo

J.M: Non lo so… ma ti rispondo con alcune cose che ho visto/letto recentemente: Etè 1985 di François Ozon, L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel, Teche teche te su raiuno, Anne Imhof al Palais de Tokyo, ‘Arte povera’ su tiktok.

La discoteca è la mostra personale di Jacopo Miliani: una grande installazione ambientale audio-video composta dalla proiezione del film omonimo e dalla scultura luminosa al neon Babilonia, insegna della discoteca immaginaria in cui è ambientato il film. Le date di presentazione della mostra saranno:

10.9.2021/31.10.2021 Centro Pecci per l’arte contemporanea, Prato
 
16.9.2021 Gender Bender, Bologna
 

18.9.2021 Mix Festival, Milano

 

Google search engine