In questi giorni è stata annunciata la proroga del bando dedicato alle manifestazioni di interesse per Cavallerizza che scadrà il 18 ottobre, data significativa perché collocata nel giorno successivo al ballottaggio che probabilmente deciderà il Sindaco di Torino.

Significativa perché la vicenda di Cavallerizza e quella delle Amministrazioni torinesi è strettamente intrecciata: cartolarizzata dalla Giunta Fassino in cambio di una cifra di molto inferiore al suo valore effettivo, autogestita dal 2014 da una comunità di centinaia di artiste/i, operatori culturali, militanti per impedirne la svendita privatizzata, sgomberata con la promessa di rientro dopo l’incendio del novembre 2019, oggetto di un confronto serrato sia tra Città di Torino e Comunità Creativa, che ha presentato un PURA alternativo al PUR (Piano Unitario di Riqualificazione) dell’Amministrazione Appendino, sia in Consiglio Comunale che, nell’approvazione a larga maggioranza del PUR, ha accolto molte indicazioni del Comitato Cavallerizza.

Sin qui in breve la storia di un edificio che è stato l’unico luogo di aggregazione e di produzione artistica di queste dimensioni nella storia di Torino.

In esso la grandezza e bellezza degli spazi si è intrecciata con il numero delle cittadine e dei cittadini coinvolti in decine di attività creative per anni, lavorando a titolo completamente gratuito e anzi offrendo oltre alle proprie competenze e al proprio tempo, materiali, tele, colori, idee, strumenti tecnici, comunicativi, creativi indirizzati al bene di una comunità e aperti alla cittadinanza.

Un bene di tutti che è stato vissuto con la logica dei Beni Comuni sin dall’inizio, governato da una logica comunitaria, trasparente, aperta e creativa.

I cinque anni di storia di questa autogestione hanno costruito e rinforzato un genius loci orientato alla produzione artistica, una percezione vissuta da artiste/i, cittadinanza, da migliaia di persone che hanno affollato Cavallerizza partecipando alle attività e scoprendo un luogo affascinante.

Oggi esiste la possibilità concreta che Compagnia di San Paolo acquisisca parte del bene, insieme a Università di Torino, Conservatorio, Accademia di Belle Arti: queste ultime tutte istituzioni che hanno come missione l’istruzione e la produzione culturale dei propri studenti.

Insieme a loro la Comunità Creativa, che ha presentato una richiesta approvata in Giunta dall’Amministrazione, per costruire un patto di collaborazione finalizzato alla gestione di alcuni spazi: Salone delle Guardie, Cortile dell’Orologio, Giardini Reali.

Abbiamo quindi davanti a noi la possibilità di un corto circuito virtuoso tra società civile e istituzioni culturali, che potrebbe trasformare Cavallerizza in un unicum, un centro di produzione artistica aperto a tutti, dove studenti e creativi, cittadinanza e istituzioni si incontrano e condividono spazi attrezzati alla sperimentazione artistica: aule studio, sale prova per musica, teatro, performance, spazi per le arti, la pittura, la scultura, le produzioni multimediali.

Fare di Torino un Hub Culturale Diffuso, un laboratorio a cielo aperto di attività artistiche significa anche avere luoghi di alta formazione artistica, non altri dalla città ma aperti ai territori.

I paletti che avrebbero costretto a posticipare la scadenza del bando sono i vincoli che permetteranno di destinare i piani terreni interamente all’uso culturale da parte della cittadinanza: in questo senso Conservatorio e Accademia hanno già manifestato il loro interesse, sicuramente fondi ministeriali sono accessibili per loro, ugualmente i Musei Reali hanno risorse per mettere in sicurezza i Giardini.

La sfida è evidentemente politica prima che economica ed è un grande tema su cui si dovrà necessariamente misurare la nuova Amministrazione, la Cavallerizza è e deve essere per tutte e per tutti.

Il Consiglio Comunale, la Giunta, il prossimo Sindaco devono avere questo come chiaro e unico obiettivo, restituire un luogo meraviglioso, patrimonio dell’Unesco, alle persone e al loro protagonismo creativo, alle cittadine e ai cittadini rendendoli protagonisti e partecipi di un luogo di produzione culturale, di studio e di creatività partecipato, attraversato dalla città culturale, connesso e alimentato dalle culture di Torino.

 

*Alessandro STILLO, operatore culturale, impegnato per anni come dirigente Arci, tra gli ideatori della Biennale Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, di cui è stato Segretario Generale fino al 2011, poi Direttore Artistico del Padiglione della Società Civile, Cascina Triulza, in Expo Milano 2015. Fa parte della Comunità Creativa di Cavallerizza ed è tra i fondatori del Comitato Cavallerizza 14:45. Oggi è Project Manager di Barriera in Divenire – Casa Bottega con l’Associazione Responsability, operatore del Tavolo del Riuso, componente del Direttivo di ViviBalon dal 2001 e Presidente di Rete ONU (Operatori Nazionali dell’Usato).

E’ candidato al Consiglio Comunale di Torino nelle liste di SINISTRA ECOLOGISTA.

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