Christina Andrea Rosamilia: la fata di cenerentola sarà interpretata da un un uomo gay

Dedico questo articolo a quelle persone chi si scandalizzano per delle fiabe cambiate (riadattate) o perché la fata di cenerentola verrà interpretata da un un uomo gay e di colore.

Se siete tra queste persone levatemi dalle vostre amicizie Facebook perché non ho bisogno di gente intollerante tra i miei amici ne tantomeno nella mia vita. Il mondo cambia! Cambia la gente, la moda, la musica e a volte cambiare fa bene perché si cambia in meglio.

Solo perché la massa corrisponde ad un determinato canone, non significa per forza che sia quello unico e giusto.

Solo perché “è sempre stato così” non significa che sia questo il vero ed unico modo di vivere.

L’unica cosa giusta è che in questo mondo siamo tanti e tutti diversi ed è giusto iniziare ad includere, in un mondo di gente civile e mi auguro anche intelligente, chi non vive come noi, o la pensa come noi. Dobbiamo capire che chi adotta un’altra cultura, chi vive la propria sessualità e i propri affetti liberamente, chi ha un colore della pelle diverso al nostro, ha gli stessi sacrosanti diritti di stare al mondo senza sentirsi diverso. Senza vivere soprusi, senza essere escluso.

Le fiabe sono un valido mezzo per sensibilizzare la gente e le nuove generazioni perché i bambini di oggi sono gli adulti di domani. E i bambini non sono stupidi anzi, a volte capiscono meglio degli adulti!

E non venitemi a dire che poi i bambini vorranno essere gay, perché a quest’ora dovremmo essere tutti o sirenette, o streghe o principesse, o etero sessuali.
Adeguatevi al nuovo mondo perché il tempo dell’ignoranza sta per finire e stiamo andando verso un nuovo mondo.

Se una cosa non vi piace o non la condividete, voltate faccia e tenetevi quello che pensate per voi, nessuno vi ha chiesto nulla. Non mi sembra che le persone (si persone) gay, transgender, e tutta la comunità LGBT, vadano per strada a insultare o a picchiare, chi non vive come loro. Eppure, succede sempre l’opposto.

Si viene braccati, derisi, picchiati e c’è sempre un dito puntato contro, nel nome di un Dio buono e giusto, della famiglia “vera”, della normalità.

L’unica cosa “normale”, “vera”, è che ci sono anche bambini gay, trans, etero, la fuori, in questo mondo intollerante, ma un bambino resta pur sempre un bambino e ha il DIRITTO di sognare e capire, guadando un cartone animato o leggendo una fiaba, che non è sbagliato essere gay, etero o trans.

Sono le etichette che sono sbagliate!

Essere se stessi non è una colpa ma un diritto e nessuno si deve vergognare di essere libero.

Christina Andrea Rosamilia