Torino: noi pendolari trattati come bestie

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Nell’aria autunnale si sente odore di forte preoccupazione per le ampie problematiche, accentuate dall’emergenza Coronavirus, che continuano ad interessare il trasporto pubblico di Torino.

La riapertura degli uffici e sopratutto la ripartenza della scuola ha messo in evidenza molti problemi nel servizio di trasporto pubblico della città con bus troppo affollati con cittadini stipati come sui carri bestiame o corse praticamente vuote. Tanti alunni rimasti a piedi che sono usciti a mezzogiorno hanno potuto prendere il pullman solo alle 13,30.

A bordo degli autobus, è impossibile mantenere il distanziamento sociale e verificare il rispetto delle norme igieniche anti Covid. La GTT ha tagliato, dal 2019, le corse e le fermate. Molte di queste ultime inoltre non vengono rispettate, dai conducenti, a causa del raggiungimento della capienza massima dei mezzi consentita dalle disposizioni varate dal Governo. Vengono favoriti così gli assembramenti vietati dalle norme in vigore e il caos è sotto gli occhi di tutti.

Il diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione, è un bene dimenticato dalla sindaca Chiara Appendino e dai consiglieri.