Anche l’aragosta soffre… nell’acqua bollente prova dolore

0
113

Quando i crostacei vengono immersi nell’acqua bollente, provano dolore, soffrono: questa affermazione deriva da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology.

I ricercatori che hanno lavorato a questo tipo di studio hanno dimostrato che questi crostacei (così come i granchi e altri tipi di crostacei) rispondono a stimoli dolorosi che non vengono generati da semplici movimenti di riflesso automatico. Mentre la reazione al dolore è un riflesso consapevole, il riflesso automatico è, appunto, una sorta di automatismo generato dalle terminazioni nervose periferiche.

Questi ricercatori, dopo aver inflitto delle scariche elettriche, hanno notato che le aragoste cercavano di nascondersi dopo la prima scarica.

I ricercatori della Queen’s University di Belfast, inoltre, hanno analizzato il comportamento di alcuni granchi che abbandonavano un nascondiglio dopo aver ricevuto delle scosse elettriche. Pur di evitare il dolore, i granchi erano disposti a lasciare il nascondiglio e porsi quindi in una condizione di pericolo che li esponeva agli attacchi di potenziali predatori.

Secondo lo zoologo Jaren G. Horsley “l’aragosta non possiede un sistema nervoso autonomo che lo metta in uno stato di shock quando viene colpito. È probabile che senta di essere tagliato in due. Credo che soffra molto e che senta il dolore fino alla completa distruzione del suo sistema nervoso durante la bollitura”.

La bollitura in pentola, su Science, è stato definito “una inutile tortura” (Gordon Gunter).