Aaa …cercasi Cameriere/a per signora

Una perfetta signora non può non disporre di una brava cameriera. Orsù, amiche non vorrete sprecare il vostro tempo in qualche incombenza quotidiana col rischio di rovinarvi lo smalto? Noi signore upper class non siamo fatte per i lavori domestici, ma per comandare chi li svolge al posto nostro. Per questo esistono le Sissy maid, ovvero perfette camerierine con tanto di grembiulino bianco vittoriano pronte a soddisfare i voleri della loro capricciosa padrona. Purtroppo la mia personale colf superaccessoriata di piumino per la polvere, con pettorina inamidata, baffi e vocione da baritono, è solo virtuale. Abita, infatti, a diversi chilometri da casa mia e non ci siamo mai incontrate di persona. Peccato. Altrimenti anziché fingere ordini, avrei potuto avere una trav appassionata di swifter e mangiapolvere da utilizzare al posto della mia nanny abituale.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di Sissy? Prima cosa: non si tratta di Elisabetta di Baviera. Non è la triste imperatrice dell’immortale film con Romy Schneider. Una Sissy non indossa abiti voluminosi e non balla il valzer ma, all’anagrafe, porta un nome maschile. Molti appassionati di grembiulini e tacchi a spillo sono dotati di barba e magari hanno un lavoro importante con grandi responsabilità. Amano invece giocare con il crossdressing e trasformarsi in querule e impacciate camerierine. Alcuni preferiscono le divise da casalinga con pettorina, arricciata in vita, tasche ampie con volants sulle spalline e addirittura balza finale. (pensate a Freddie Mercury video di I want to break free e ne avrete un esempio perfetto), altri preferiscono l’ispirazione country in tessuto più rustico da contadinella.

La passività in genere si richiama a quella della dolce Guendalina (vi consiglio di ascoltare il gruppo punk rock Die Artze Sweet Guendaline la cui canzone è un tributo al genere), personaggio inventato da John Willie per la rivista di arte fetish Bizarre nel 1946 o il personaggio de La cameriera, rappresentato dalla brava Giovanna Casotto.

Un esempio di dominazione ispirata a questo tema sono le tavole di Roberto Baldazzini, la cui serie Casa HowHard, iniziata su Blue nel 1995, racconta di uno strano luogo abitato da angeli sessuali, dotati di fattezze femminili e di membro maschile. Si tratta di un Paradiso dove il piacere coniugato alla dominazione regnano sovrani come facce della stessa medaglia. Le linee sono eleganti e nette, e il disegno, caratterizzato dal contrasto fra il bianco e nero, tratteggia corpi voluttuosi dalle morbide forme rivestiti da corde e nastri.

Una caratteristica di Baldazzini, infatti, è quella di costringere il corpo con vincoli come fossero un abito su misura. Legacci e corde fasciano le membra, modellano i volumi, creando forme nuove, strane e misteriose come le figure ibride di Casa Howhard. Se essere slave è una vera vocazione, così per Valentina, la mia Sissy maid in divisa ottocentesca, nulla deve essere lasciato al caso. Lei colleziona segretamente bustini, guepiere che indossa sotto grembiulini con frappe, rigorosamente bianchi e ben stirati. Ci tiene, infatti, ad apparire sempre in ordine. Ha scoperto la passione per il travestitismo più o meno all’età di dieci anni quando si è reso conto di preferire indossare i collant della madre e le décolleté, che scendere in cortile a giocare a pallone. Da allora ha dovuto convivere ovviamente con situazioni difficili e tanti segreti, compromessi e mortificazioni. Nelle relazioni di coppia – quelle clandestine, perché non è pronto ad ammettere con tutti la sua natura – desidera potere mettere in pratica le sue fantasie di femmina sottomessa, con una donna dominante come partner oppure con una trans, in modo da poter costruire qualcosa che corrisponda pienamente alla sua personalità. Ha relazioni quindi soprattutto con donne all’oscuro delle sue preferenze sessuali.

Valentina adora curare i propri capelli, mettendo un’attenzione quasi morbosa nei tagli femminili che decide di adottare (a partire dal caschetto militarmente geometrico dell’eroina di Crepax). Sulle sue predilezioni in tema erotico Valentina è chiara: ama la sottomissione e l’essere mortificata. Come? Fingendo di stare portando un vassoio con le tazzine di caffè, di rovesciarlo e di rimanere in impaurita attesa della punizione. Mi tocca dunque spesso riprenderla duramente, digitando sulla tastiera frasi del tipo: Non sei capace di fare nulla!, Sei una donnetta inutile!, Adesso raccogli tutto e lecchi il pavimento!, ecc.

Valentina è felice; ed io, in fondo, mi rilasso sfogando la frustrazione per qualche problema avuto in giornata. Così immaginandomi come Madame Dabi (di Amalia Russiello https://www.instagram.com/madame_dabi/) spocchiosamente elargisco premi e punizioni.

Madame Dabi

Desidera essere una Pin up. Ma senza il carisma e l’aggressività che sprigionano dalle tavole disegnate degli anni Cinquanta. Ne ama le forme e le vesti, aggiungendo un atteggiamento di ostentata passività. Perché Valentina desidera mettersi nelle mani degli altri, in completa balia dei loro ordini. Il modello a cui tende nelle sue fantasie è quello raccontato dalle tavole di Sardax, disegnatore inglese estremamente raffinato nell’affrontare il tema femdom.

Valentina ama il fetish e il BDSM. La sua eccitazione nasce infatti dalla sottomissione mentale, e dalla costrizione e immagina spesso di essere sottoposta a clismafilia. L’origine di tale passione affonda nell’età dell’infanzia, a causa di una madre che, forse un po’ troppo energicamente o un po’ troppo spesso, gli praticava clisteri (ed io che pensavo servisse per sbloccare l’intestino pigro… guarda invece quali risvolti interessanti può offrire l’armadietto dei medicinali…).

Ilaria Cerioli