L’articolo 111 della nostra Costituzione stabilisce la “ragionevole durata dei processi”. A nessuno con un minimo di capacità logica verrebbe in mente di inserire in una riforma (controriforma!) un dispositivo di legge che consenta allo Stato di tenere sotto processo i propri cittadini per sempre, per tutta la vita. Questo è quanto si è deciso con l’eliminazione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Dal 1 gennaio 2020, una persona, un cittadino, dopo la sentenza di primo grado avrà davanti la possibilità di rimanere a processo fino alla sua morte. Follia nella follia, questo accadrà anche per chi verrà assolto in primo grado. Non occorrono sofisticati studi di diritto, occorre il semplice buon senso per dire che siamo di fronte ad una violazione incredibile, che distrugge le basi di una giustizia già in grande affanno e, cosa più grave, distrugge lo dello Stato di diritto. Da Radicali abbiamo redatto un corposo Dossier sulle violazioni di questi ultimi mesi che comprendono ovviamente questo aspetto. Oggi con un appello al Parlamento, direi soprattutto al PD che pare capace di digerire qualsiasi nefandezza, e con uno sciopero della fame per il rientro nella legalità costituzionale vogliamo lanciare una mobilitazione straordinaria che si affianchi a quella della Camere Penali.

Vogliamo abolire l’abolizione della prescrizione!

Per firmare o aderire al digiuno: https://www.radicali.it/campagne/no-allabolizione-della-prescrizione-per-una-giustizia-giusta/

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani