GIUSEPPE CANNATA (VICE PRESIDENTE COMUNE VERCELLI) INVITA AD UCCIDERE I GAY; LA PRIMA VITTIMA DI QUESTA ONDA D’ODIO E’ LO STATO DI DIRITTO

L’asticella dell’odio si alza ogni giorno di più fino a fare affondare convivenza civile, stato di diritto e democrazia liberale. Giuseppe Cannata, Vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli, ha scritto sulla sua pagina social «ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili». Frasi inqualificabili e terribili.

Questi sono i frutti avvelenati che raccogliamo dopo mesi nei quali le più alte cariche del Governo e del Parlamento, a partire da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno sdoganato insulti, invettive, parole violente senza precedenti. I supposti nemici diventano «zecche» o «parassiti». Secondo Cannata devono morire; devono essere ammazzati per il solo fatto di essere omosessuali.

Questi inqualificabili figuri stanno avvelenando i pozzi della nostra democrazia e del nostro vivere civile e non si rendono conto che quell’acqua avvelenata presto o tardi la berranno anche loro. Presto o tardi di queste Istituzioni che sfregiano ogni giorno avranno estremo bisogno.

La storia si ripete e non se ne rendono conto questi protagonisti di second’ordine. Di nuovo «i diversi», gli omosessuali, divengono l’obiettivo da colpire come in altri momenti bui della nostra storia è accaduto.

Ancora più inverosimile dell’istigazione all’omicidio degli omosessuali sono le scuse e i distinguo del giorno dopo: un coro stonato di ipocrisia e di finti ravvedimenti. Giorgia Meloni che è una dei principali haters nostrani prende le distanze e dice «non c’è posto per chi scrive cose simili in Fratelli d’Italia».

Il protagonista, autore della frase, dopo lo scandalo che ha suscitato ci tiene a far presente: «Non sono omofobo e non intendevo assolutamente offendere nessuno. Se l’ho fatto, chiedo scusa. Sono un medico, ho sempre aiutato tutti e ho tanti amici omosessuali che stimo e a cui voglio bene». Una toppa peggiore del buco. Uno invita ad uccidere gli omosessuali in quanto tali ma ci dice che ha tanti amici omosessuali a cui vuole bene. Uno invita ad ammazzare lesbiche e gay in quanto lesbiche e gay ma non è omofobo.

Ormai la diga è rotta in questo paese, ormai vale tutto. Per ora solo a parole, ma se si continua così la strada della violenza è spianata.

Noi non ci accodiamo certo a questi metodi da regime totalitario e lottiamo per la difesa dello Stato di Diritto, dei diritti civili, della libertà sessuale e, perfino, dell’educazione.

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani

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