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I cazzi vostri

“Roma non fà l’omofoba stasera damme ‘na mano a famme travestì, sceji tutte le relle più brillarelle che poi e ‘n pizzico de glitter tutto pe’ noi”…E già, se il maestro Trovaioli potesse riscrivere il testo oggi della musica che accompagnò una delle più celebri commedie musicali romane “Rugantino” forse scriverebbe questo!E forse Rugantino sarebbe stato non il bullo di trastevere sverto cò le parole e cor cortello ma un ragazzetto gay che vive di espedienti e di marchette nella odierna epoca papalina del XXI sec. In principio era l’Alibi, l’unico club a Roma, dove gli omosessuali potevano incontrarsi e dimenarsi liberamente al ritmo della dance music.Chi non conosce l’Alibi? storico locale addossato sul monte dei cocci nella caratteristica piazza testaccio a Roma.L’Alibi ha segnato un epoca, fu lo spiraglio di luce per molti gay che la sera potevano lasciare a casa gli abiti da lavoro e le convenzioni alle quali molti sono costretti, e indossare finalmente jeans e canotta o trucco e parrucco per i più audaci e dar libero sfogo alle proprie inclinazioni e tendenze.Questo “tempio” della libertà è stato teatro per molti anni di numerosi incontri amorosi e rifugio per vivere la propria sessualità alla scoperto senza alcuna inibizione.La suggestiva cornice nella quale sorgeva il locale,la musica all’avanguardia, la variopinta clientela che affollava la disco fece incuriosire talmente tanto il popolo della notte, che diventò la meta più ambita da gay e non per il divertimento sopra le righe del sabato notte.Altro che “saturday night fever”, il club diventò già negli anni ’80 famoso oltreoceano.E’ proprio qui che sono passate a bisbocciare anche le star nostrane e non, che muovevano i primi passi nel mondo della musica, della danza e del cinema.Qui venivano a divertirsi Renato Zero ei suoi giovanissimi accompagnatori,anche se a tutt’oggi non riesce proprio a dichiararsi(poveretta), Nurejev accompagnato dai suoi numerosi amanti,Anita Ekberg,l’alcolizzatissimo saccente e foraggiatore di marchette provenienti dall’est europa di Rupert Everet e tanti altri.Sono passati tanti anni, e i locali cosi detti “gay friendly” si sono quintuplicati. La scelta oggi è vastissima, i generi pure, serate queer non basate necessariamente su stereotipi del mondo gay ma che vogliono giocare sull’ambiguità di genere e orientamento, quindi non frequentate solo da un pubblico lgbt ma da un’utenza eterogenea.Solitamente si tratta di serate a tema, dove gli organizzatori si sbizzarriscono tra serate BDSM e quant’altro, serate Bear nelle quali il raduno di uomini pelosi spesso soprappeso, perchè questo è un connotato determinante,si incontrano come in un parco nazionale.Una mascolinità la loro che rifiuta categoricamente il modello omosessuale efebico.Serate trans, serate Drag,gay street a pochi passi dal Colosseo,saune,pub,b&b, trick or treat!!!Sarà forse perchè Roma ospita la “Vatican Valley”(così mi piace chiamarla)ad avere numerosi punti di ritrovo gay? Che dire,fatto stà che dalle non più così recenti inchieste che lo stesso settimanale Panorama pubblicò riguardanti la doppia vita dei preti gay affaccendati nelle notti brave tra festini omosessuali, reclutamento di escort provenienti da tutta Europa e dal mondo,stanze “segrete” degli imponenti edifici di via della Conciliazione diventati veri e propri bancomat per marchettari e teatro di orge al grido di sesso droga e rock n roll,rimane solo l’imbarazzo della scelta della movida gay.Una cosa è certa, se questa continuerà ad essere la tendenza la città eterna potrebbe diventare la San Francisco europea, la mecca degli omosessuali. Chissà forse l’organizzatore di eventi e serate lgbt più ambizioso, potrebbe domani pensare che saltando da un letto di un sacerdote a quello di un vescovo, potrebbe portare la serata di Muccassassina nella affrescatissima Cappella Sistina…mai stata location più ideale in virtù del nome che porta.