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Leonardo Da Vinci. La scienza prima scienza.

“Leonardo Da Vinci. La scienza prima scienza” titolo esplicito e chiaro in quanto Leonardo precursore di Galileo, che sulla via per la scienza applica un metodo di lavoro basato sull’osservazione, la misura e il confronto dei dati, aprendo così la strada per il futuro.

La mostra allestita alle Scuderie del Quirinale e realizzata con il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci di Milano, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, celebra i cinquecento anni della morte del prorompente genio Leonardo Da Vinci. Un percorso conoscitivo alla scoperta di un grande uomo visto in particolar modo come ingegnere e umanista, che va oltre la comune visione romantica di Leonardo genio isolato, per osservarne invece relazioni e connessioni culturali con i suoi contemporanei, nel dinamico contesto storico, artistico e culturale del Rinascimento Italiano, in un tempo in cui arte e tecnica, ingegneria, architettura e filosofia si fondevano.

Imponente opera vinciana a 360 gradi che si avvale delle più aggiornate linee guide museologiche e museografiche nelle declinazioni legate alla storia del pensiero, della cultura scientifico-tecnologico, andando dalla formazione toscana al soggiorno milanese fino ad arrivare al tardo periodo romano.

Oltre 200 opere, prova della sua vivace curiosità e mente geniale, che approfondiscono i grandi temi affrontati da Leonardo, come l’utilizzo del disegno e della prospettiva in quanto strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la riflessione sulla città ideale e la riscoperta del mondo classico.

La mostra propone un elemento di altissimo valore, i portelli originali della chiusa di San Marco del Naviglio di Milano, che per l’occasione escono per la prima volta dalla città. Una delle testimonianze più nitide dell’efficacia della tecnica idraulica del XV secolo, in grado di asservire alla propria funzione di snodo cruciale delle idrovie milanesi rimasti in uso fino al 1929. A corredo degli originali leonardeschi, una ricca selezione di modelli storici del museo della scienza e della tecnologia, tra i quali grandi esemplari non esposti da decenni, manufatti di notevole importanza e impatto scenografico, alcuni dei quali restaurati negli ultimi anni.

L’esposizione presenta dei disegni originali custoditi dalla Biblioteca Ambrosiana che sono una vera e propria chicca del suo percorso e della sua storia artistica, il più importante, il clou della mostra, il Codice Atlantico, la cui storia è interessantissima perché gli eredi se ne disinteressarono: i disegni autografi, tra alterne fortune, furono tagliati e incollati (anticipati quelli considerati più belli) su fogli di grande formato, usati per confezionare gli atlanti. Uno dei tanti beni sequestrati da Napoleone, che però grazie ad Antonio Canova ritornò a Milano.

Disegni che confermano la qualità di uomo capace di immaginare un futuro non immediato e di influire quindi sulle aspettative di contemporanei e posteri.
Eccezionalmente in prestito dalla Bibliothèque di Ginevra, inoltre, uno dei due manoscritti della Divina Proportione di Luca Pacioli, realizzato per il duca Ludovico il Moro nel 1498 e arricchito dalla raffigurazione di sessanta solidi basati sui disegni preparatori eseguiti dalla “ineffabile sinistra mano” di Leonardo.

Una Curiosità, gli appunti scritti al contrario (da destra verso sinistra), in modo da poter risultare comprensibili solo se riflessi in uno specchio. La mostra espone così stampe, manoscritti, cinquecentine illustrate e dipinti , che ben rappresentano il contesto nel quale Leonardo ha vissuto e lavorato, le fonti da lui utilizzate e l’opera dei suoi contemporanei nel campo dell’ingeneria, della filosofia e delle scienze; infine manifesti, pagine dei giornali, annunci delle mostre allestite negli anni chiudono il percorso espositivo.

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