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“Christian Dior: Designer of Dreams” fascino francese nel cuore dell’Inghilterra

Lo spazio Sainsbury Gallery del museo Victoria and Albert Museum di Londra, trasformato in un romantico giardino fiorito, allestito su disegno della scenografa Nathalie Crinière, dedica la retrospettiva ad uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi: Christian Dior.

La mostra londinese, “Christian Dior: Designer of Dreams” riportando un po’ del fascino francese nel cuore dell’Inghilterra, ripercorre la storia del famoso couturier e della sua fashion house dal 1947 a oggi. Un percorso con giochi di luce che valorizzano un giardino femminile di grazia e bellezza, composto di 500 pezzi iconici, con più di 200 capi di Haute Couture. Uno spettacolo di capi moda affiancati ad accessori rari come le prime preziosissime boccette di profumo in cristallo Baccarat, trucchi vintage, riviste, pezzi d’archivio, ma anche foto, installazioni, video 3D, il tutto in undici sale a tema.

In una teca a bella vista, è custodito lo storico reperto, che resterà icona indiscussa della griffe: la celebre “Bar Jacket” che racconta la rivoluzione radicatasi con il famoso abito da bar, durante la sua prima sfilata nel 1947.

Gli anni della guerra, furono rappresentati da uno stile austero, rigido e lineare che Dior riuscì a trasformare lussuosi capi con strati di tessuto e nuovi disegni come per l’appunto la giacca Bar. Un capo d’abbigliamento, per una donna bon ton e très chic, destinato al pomeriggio, l’ora del cocktail negli alberghi.

“Affinare il corpo senza strizzare la vita” era il desiderio di Christian Dior, e l’idea gli venne dopo aver bevuto qualche sorso di buon liquore nel bar dell’Hotel Plaza Athénée, a Parigi. Dior ne disegno’ subito un bozzetto, ma a tagliare la giacca fu un giovane sarto italiano che poi sarebbe diventato Pierre Cardin e che ancora oggi, con i suoi 97 anni, racconta che nonostante avesse inserito una grande quantità di pince, la giacca ricadeva sempre piatta sui fianchi, allora andò in farmacia a comprare delle garze sterili, per realizzare una leggera imbottitura; piegandole a fisarmonica e infine inserendole nelle falde, realizzò così quella sinuosa linea ad anfora sotto cui fuoriusciva un’ampia gonna a pieghe, una vera “corolla”. Il completo Bar, divenne un modello di riferimento della Maison, pezzo iconico che continua a farci sognare ancora oggi grazie alle sue rivisitazioni.

La mostra vuole rendere omaggio alla grande passione di Dior per lo stile e la tradizione britannica, pertanto la sala “Dior in Britain” rievoca le affinità che uniscono la Maison al Regno Unito.

Christian Dior, amava la cortesia inglese, il modo in cui le donne indossavano sia il tweed e che gli abiti da ballo, ammirava la grandiosità delle dimore, dei parchi, dei giardini inglesi, era affascinato dai lussuosi transatlantici, tra cui la Queen Mary, gli abiti sartoriali di Savile Row, e non a caso il suo primo défilé di moda nel Regno Unito fu al Savoy Hotel di Londra.

Il questa sala il posto d’onore è occupato dall’abito disegnato da Christian Dior per la Principessa Margaret. È uno splendido abito dai toni fiabeschi, in organza e ricami in madreperla, raffia dorata, composto da un micro bustier abbottonato sul davanti, con cinturino su di ampia gonna. Un abito incantevole creato per il ventunesimo compleanno della principessa Margaret nel 1951. Una foto di Cecil Beaton, immortala la giovane, nel suo immenso abito da ballo su un divanetto di velluto scarlatto.

Un viaggio nel tempo attraversa varie sezioni tematiche, dal New look ai viaggi, dai giardini agli atelier, fino alla Ballroom, spazio dedicato ai gown da gran sera e ai dress da red carpet, con abiti spettacolari, testimoni del virtuosismo e del savoir-faire d’eccellenza degli atelier di Haute Couture Dior. Dior non è solo Monsieur Christian Dior, per cui sono presenti i capi più prestigiosi dei diversi direttori artistici che si sono susseguiti, primo tra tutti Yves Saint Laurent, che a soli 21 anni fu catapultato dal ruolo di assistente a quello di responsabile, a seguire Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e oggi l’italiana Maria Grazia Chiuri, prima donna in una dinastia di soli uomini.

Alla mostra ciò che emerge è il contributo di ognuno di loro, che hanno saputo raccogliere la sua eredità con la propria sensibilità creativa ma rispettando il “codice” della maison. Hanno preservato quelle linee eleganti, strutturate ed estremamente femminili; lo spirito inimitabile e senza tempo.

La chiusura di Christian Dior: Designer of Dreams era prevista per il 14 luglio 2019, ma visto l’enorme successo, sarà ‘on view’ fino al primo settembre.

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