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orlandomagazine incontra massimo lopez

D: Mitico fu il trio?

R: Assolutamente si, difficile trovare una sceneggiatura più curata e precisa, Anna era davvero perfezionista ,era davvero una professionista ammirevole.

D: Cosa detesti?

R: Avarizia in primis, ma anche meschinità e ambizione irrefrenabile e arrivistica, (ancor più, quando non è neanche supportata dalla qualità). Con gli anni, ho imparato a non arrabbiarmi e ad essere sempre più zen (ridendo), cerco di capire e di non esprimere giudizi. Del resto spesso, persone che pensavo sgradevoli, si sono poi rivelate migliori di altre, e cosi’ che ho imparato a cercare di gestire al meglio il mio rapporto ,con gli altri, anche se incuria e malafede e inefficienza, hanno il potere di farmi irritare non poco.

D: Sin da bambino amante dell’arte?

R: Piano e fisarmonica… sin da bimbo, ma anche attore, era già in me il desiderio, l’ispirazione, ero attratto davvero dall’arte, a scuola non ero molto bravo, tendenzialmente un po’ timido ed introverso ,che dire ero già proiettato ,in quello che avrei dovuto fare da grande…

D: E il Massimo Lopez e Tullio Solenghi show ?

R: Un successo, è andato bene ovunque, uno show, che nasce con occhio ammiccante al nostro passato e che gode del nostro ottimo livello di gestione delle nostre caratterialità sceniche…

D: Dicono che hai in cantiere un progetto piuttosto importante …

R: Sì,sì… ma al momento, (anche per superstizione ) preferirei non parlarne.

 

 

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