Search

Matteo Renzi da record sulla sua “nuova strada”

15 febbraio 2019. Firenze. Sala rossa del Palazzo dei Congressi. Esattamente dieci anni dopo la straripante vittoria alle primarie del Pd fiorentino che segnarono la sua inarrestabile ascesa politica, Matteo Renzi presenta la sua ultima fatica, il nono libro intitolato “Un’ altra strada” (Marsilio editore), registrando incassi record dopo appena tre giorni e presentazioni sold-out in ogni singola tappa del suo nuovo tour.

“Questo libro è il disegno di ciò che vorremmo vedere realizzato tra dieci anni. Siamo tra i pochi che, quando parlano di passato, possono permettersi il lusso di presentare dei risultati, ma vogliamo immaginare l’orizzonte: il nostro nome è domani, il nostro spazio è domani, il nostro luogo è domani. Perché la politica o è futuro o non è…”, ed è proprio in nome di questo futuro che Matteo ha deciso di imboccare una “nuova strada” a livello personale e politico, senza rimpianti ma con più certezze e consapevolezze, esattamente come chi, dopo una caduta, si rialza senza dimenticare le cicatrici. “L’uomo che non sbaglia mai è uno slogan che va bene per un profumo” ricorda sempre divertito e umile dai palchi delle sale strabordanti, perché “chi fa, sbaglia per definizione”. E a tutti i nemici, gli analisti, i giornalisti di parte che lo vorrebbero finito, rassegnato, tristemente confinato nell’angolo del rancore, lui risponde subito nelle prime pagine del libro, e lo fa col tipico aplomb di chi, consapevole di aver risollevato in pochi mesi una nazione sull’orlo di un terribile precipizio economico, politico e sociale, può solo sorridere compiaciuto (“Rancore per cosa? Per aver vissuto una delle esperienze politiche più innovative della storia italiana? Per aver messo la faccia sulla riforma del terzo settore o del lavoro? Per aver scritto nuove pagine lungo il cammino di questo Paese verso i diritti, non solo diritti civili? Per aver preso l’ Italia in crisi economica, averla avviata di nuovo alla crescita e poi assistere all’opera di chi, non appena arrivato al governo, ha subito ingranato la retromarcia riportandoci in recessione? Per aver guidato l’ Europa in un semestre difficile, combattendo contro l’austerity e per la flessibilità, ma anche istituendo il sevizio civile europeo e visitando i campi profughi curdi tra le persone che fuggivano dall’Isis? Per cosa dovrei essere rancoroso o, peggio ancora, triste? Ho dato tanto in questi anni, ma ho ricevuto molto di più. E la verità è che adesso sono un uomo felice, desideroso di vivere il domani, di costruire il domani…”). E in effetti l’ elenco dei numeri in ambito economico raggiunti dal governo Renzi in soli 1000 giorni non lascia spazio ad interpretazioni soggettive di alcun tipo! Tra i più importanti, dati istat alla mano, vale la pena di ricordare: aumento del PIL (+1,6%), dell’ Export (+7,4%) e dei consumi famiglie (+3%), diminuzione del debito pubblico (-43 miliardi) e della disoccupazione (-1,1%), in particolar modo quella giovanile (-5,9%). Il contributo umano/burocratico/sociale non è sicuramente da meno se si pensa anche solamente ai provvedimenti più eclatanti: Unioni civili per la comunità LGBT (e non solo), divorzio breve, abolizione IMU e TASI, legge “Dopo di noi” per i disabili, bonus bebè per tutti i neo genitori, bonus cultura (per tutti i neo maggiorenni), riforma “La buona scuola”, ecc ecc… Tuttavia, tra le pagine che si susseguono incalzanti, scritte in maniera impeccabile, semplice e discorsiva senza alcuna prolissità “politichese“, non tardano ad arrivare le sentite scuse di chi ha capito di aver peccato talvolta di autoreferenzialismo (come in quel fatidico referendum del 4 dicembre 2016), ma l’ex premier è ora più che mai pronto a farsi nuovamente portavoce di una comunità sfiduciata e smarrita, in cerca di risposte urgenti e necessarie su cui rifondare un Paese allo sbando. Il progetto punta ad un riformismo che sia culturale prima ancora che politico, che abbia uno spirito progressista, internazionale, ecologico, mirato a coinvolgere in primis le nuove generazioni, “i leader di domani”. È soprattutto a loro infatti che rivolge le ultime pagine della sua introduzione, invitandoli a studiare, viaggiare, impegnarsi, accogliere e credere fermamente nell’avvento di un futuro migliore, futuro dove non vi sarà più posto per questo attuale governo dell’incompetenza e dell’odio, ma dove anzi “tornerà presto il tempo delle politica contro il populismo, del futuro contro la paura, della cultura contro l’ignoranza, del lavoro contro l’ assistenzialismo, della verità contro le fake news, dell’ Europa contro il nazionalismo” perché in fondo al tunnel “c’è sempre un’altra strada”, basta mettersi in cammino…

Related posts

Lascia un tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: