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Il Segretario con l’orecchino

Paolo Furia, il segretario con l'orecchino

Oggi doveva essere, ed è stata, la data della fine del renzismo in Piemonte: il Partito Democratico ha una nuova guida regionale, Paolo Furia da Biella, 31 anni, giovanissimo per gli standard delle segreterie, che archivia la rottamazione e fa della ricostruzione la propria parola d’ordine, ricostruzione di tutti quei rapporti che lo spaccone di Rignano aveva cancellato, portando il PD all’isolamento.

Tutta la stampa concentrata sull’alleanza innaturale fra i due giovani-vecchi: da una parte quello di sinistra, ricercatore universitario in Filosofia, predestinato della politica (nonno tre volte parlamentare del PCI, padre sindacalista CGIL) esponente LGBT; dall’altra “suor” Monica Canalis, figlia di uno dei fondatori dell’Arsenale della Pace con “don” Ernesto Olivero, contraria nientedimenoché a unioni civili, aborto, divorzio, fecondazione assistita e manco a dirlo eutanasia.

Non c’è che dire, per accompagnare i renziani alla porta c’è voluta tutta la forza degli esclusi e il carattere inaspettatamente tosto del “Segretario con l’orecchino”, ma il diavolo e l’acqua santa non mancano nemmeno nella parrocchia renziana.

In particolare, si è consumato un piccante retroscena gay: per pura gelosia, ha compiuto la manovra speculare il più alto in grado degli LGBT piemontesi, l’europarlamentare Daniele Viotti.

Giovane ma non giovanissimo esponente del PD alessandrino, eletto a Strasburgo a quarant’anni nel 2014 grazie al mitico 40% di Renzi, ma con l’appoggio di Gianni Cuperlo, principale concorrente interno di Renzi, Viotti in Piemonte passa da una minoranza all’altra e diventa renziano dell’ultima ora, pur di non aiutare a crescere il suo principale competitor LGBT. Il suo mandato è in scadenza fra 6 mesi, deve decidere cosa fare da grande, e con questa manovra “fratricida” è andato a schiantarsi.

Nessuno obbliga gli LGBT in politica a stare insieme come i cattolici nella vecchia Democrazia Cristiana, e le differenze sono il sale del dibattito politico. Aggiungi che una causa oggi ha più probabilità di essere difesa se è rappresentata in diverse formazioni politiche e se, all’interno delle stesse formazioni, i suoi rappresentanti si distinguono nelle varie componenti. Ma questa era troppo gustosa per non raccontarla.

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