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Dildo, ieri e oggi…

Vediamo se siamo preparati? il dildo è un modo diverso per chiamare il vibratore oppure dildo e vibratore sono due cose diverse?

Fate questa domanda e in base alla risposta che riceverete scoprirete il grado di conoscenza che si ha dei sex toys.
La risposta corretta è: dildo e vibratore sono sue cose differenti, possiamo dire che il secondo è la naturale evoluzione del primo! Il dildo è un oggetto lungo e affusolato, senza motorino che può essere usato per la masturbazione femminile, maschile e/o per la stimolazione dell’ano. In poche parole, il dildo è l’imitazione del pene maschile ossia un pene artificiale. Esistono molte varianti del dildo ma l’aspetto che li accomuna tutti è l’assenza di un motorino o qualsiasi altro mezzo che generi movimenti, caratteristica che è invece propria del vibratore.

DILDO IERI

Il più antico sex toys di cui abbiamo conoscenza è appunto il dildo. In Germania ne è stato ritrovato uno risalente all’era Paleolitca, vecchio nientedimeno di 32.000 anni, ricavato da una roccia sedimentaria e levigata che misurava ben 20 cm in lunghezza; dello stesso periodo un altro esemplare, chiamato “il doppio fallo”, rinvenuto a Gorge d’Enfer in Dordogna (Francia).

Nel Paleolitico, questi oggetti erano caratterizzati da una molteplicità di usi. Infatti oltre ad essere destinati al piacere, erano utili nella lavorazione delle piante, come per battere la selce, ed avevano un indubbia funzionalità religiosa, essendo usati nei rituali sacri come simbolo di fertilità maschile e per augurare prosperità e felicità alla famiglia.
Successivamente il loro utilizzo si è sempre più diffuso in tutto in mondo, tanto che ne troviamo molte testimonianze sia come reperti che nella letteratura. Ad occidente, gli antichi romani, ad esempio, erano soliti usare il dildo doppio, una coppia di falli sovrapposti, o contrapposti, specie in occasione di cerimonie e eventi tra amici.
In Grecia, troviamo gli olisbos (in greco olisbein significa “infilarsi, scivolare dentro”), richiamati dal celebre Aristofane che li nomina più volte nella “Lisistrata”, commedia nella quale le donne si rifiutano di avere rapporti con i loro uomini pensando bene di sostituirli. Questi olisbos erano falli, in bronzo o in legno avvolti con della stoffa e poi rivestiti di cuoio, che potevano essere usati tra donne o tra uomini (alcuni vasi greci ritraggono scene omosessuali e/o lesbo).

Gli olisbos erano anche dei regali assai usuali che i mariti facevano alle proprie moglie, nella visione di un valido strumento volto a garantire la fedeltà delle proprie consorti duranti i periodi di assenza, magari causati dal servizio militare, dei mariti.

Tuttavia, nonostante fossero di ottima fattura, il problema principale di questi falli consisteva nella lubrificazione. Non esistevano, infatti, lubrificanti specifici per olismo o dildo doppi, eccetto che uno: l’olio di oliva, considerato anche a quei tempi uno dei lubrificanti più efficaci.

Nel frattempo, ad Oriente più precisamente in Cina, il dildo nacque per soddisfare più mogli. Gli uomini di alto rango e facoltosi, infatti, potevano permettersi più consorti, e spesso esagerando, l’uomo non riusciva a soddisfarle tutte nell’arco di una giornata. Ecco quindi che per il marito poligamo il dildo diventò sia un valido strumento nell’appagamento delle mogli insoddisfatte, così da evitare la ricerca di amanti da parte di quest’ultime, sia un valido mezzo contro l’insorgenza del lesbismo.

India e Persia, invece, usavano i dildo per rompere l’imene delle giovani vergini. Posto che era severamente proibito fare sesso prima del matrimonio, lo sposo, per evitare di sporcare il proprio pene con il sangue fuoriuscito dalla rottura dell’imene, perché considerato impuro e sporco, usava il dildo per aprire “la via” e dar libero sfogo all’atto sessuale. Spesso la rottura dell’imene era una vera e propria cerimonia, il debutto in società della giovane donna, e come tale si svolgeva nelle piazze al cospetto di tutta la comunità.

Negli anni bui del Medioevo i sex toys diventano un segreto inconfessabile per via della repressione sessuale ad opera della morale cristiana che puniva severamente chi si masturbava o faceva sesso prima del matrimonio e non a fini riproduttivi. In quest’epoca il sesso e tutto ciò che vi ruotava intorno era fortemente osteggiato dalla Chiesa, ma non per questo le persone rinunciavano, seppur a volte in segreto, a godere per il solo gusto di sentire piacere, prova lo sono i numerosi bordelli che esistevano nelle maggiori città europee.

Poi, finalmente, arriva l’epoca del Rinascimento, e ritorna in voga l’olisbos, con il nuovo nome di “dildo”, quello attuale. E’ il momento del “godemiché” – termine francese utilizzato per descrivere i falli artificiali – ha fatto capolino per la prima volta. Questo deriva dal latino “gaude-mihi” che significa “fammi provare piacere”.
Da qui in poi il dildo, e più in generale i sex toys, hanno avuto un uso sempre crescente, grazie anche all’evoluzione della tecnica, dei materiali e delle forme.

Negli anni ’70 si assiste alla vera rivoluzione sessuale; durante tale periodo i sex toy hanno potuto godere di un processo di innovazione non indifferente sotto ogni punto di vista, anche e soprattutto per le finalità perseguite. E’ in questi anni che Gosnell Duncan, un immigrato caraibico disabile (paraplegico), si unì all’industria dei giocattoli sessuali per fabbricare dildo per le altre persone disabili, fino ad allora ignorati dai medici e lasciati fuori dalla rivoluzione sessuale. Spinto dal suo handicap inventò il primo dildo in silicone, con il solo scopo di soddisfare la sua partner, e consentire a tutti i disabili di godere e far godere totalmente ed ampiamente sé stessi ed il partner. Fù lui che per primo iniziò a creare dildo diversi dal classico dildo standard di un colore rosato biancastro definito “color carne “, che allontanava tutti quelli la cui carne aveva un colore differente. Duncan sperimentò nuovi colori, mescolando pigmenti organici marroni e neri con olio di silicone.

DILDO OGGI

Ci sono molte versioni, forme, colori di dildo. A partire da quelli definiti “normali-classici”, ossia oggetti a forma quasi cilindrica, fallica: la base tende ad essere abbastanza grossa, favorendo un’impugnatura salda dell’oggetto mentre quella finale lo è meno, in quanto deputata a stimolare le diverse zone erogene dell’organo sessuale femminile.
Esistono dildo “artistici” o di design, come il MyFucsia, il dildo in porcellana di finissima qualità, che è «un modo per sdoganare il tabù dell’autoerotismo» con un oggetto da arredamento. Possiamo trovare i falli realistici, che quasi non sembrano finti grazie alle moderne tecnologie. La loro funzione primaria è quella di riprodurre la penetrazione sessuale nella vagina o nell’ano, sperimentando il piacere che ne consegue in tale atto, utilizzando un oggetto a forma fallica che assomiglia in modo quasi identico ad un pene reale. I dildo realistici, infatti, hanno la forma dell’organo sessuale maschile ed i materiali sono simili alla vera pelle, cosa che consente di riprodurre le venature del pene e offrire un piacere maggiormente realistico.

Molto diffusi anche i dildo doppi, utili per la penetrazione di entrambi i partner durante il rapporto, in questo caso si parla di un oggetto con le due estremità finali meno grosse, ideale anche per un rapporto sessuale lesbico, dove entrambe le donne potranno provare il piacere della stimolazione dell’organo riproduttivo.

Un’altra tipologia sono i dildo strap–on, che si fissano direttamente sul corpo per simulare la presenza di un fallo vero. Si indossa come un vestito e ha una comoda imbragatura con cintura in vita per tenerlo fermo e aderente al corpo durante l’uso. Lo strap-on può essere di molte forme (alcuni molto realistici e simili alla forma del pene, altri invece con forme e colori diversi e originali), diversi materiali, fisso o intercambiabile e ovviamente di differenti dimensioni.

Infine ci sono gli analdildo, pensati esclusivamente per la penetrazione anale, e i butt plug, più piccoli, compatti e con la base ampia, da impugnatura. Il primo tende ad essere meno lungo e con una forma tondeggiante; può essere inserito nell’ano o comunque usato per stimolare questa particolare zona erogena del corpo (se utilizzato dagli uomini si parla più precisamente di massaggiatori per prostata).

Può essere usato sia per il semplice piacere mediante la masturbazione dell’ano, oppure durante un rapporto sessuale per ricevere piacere non solo con la penetrazione vaginale, ma anche con una penetrazione diversa (una valida alternativa al classico orgasmo anale). Il dildo anale quindi è molto importante, soprattutto per la prima fase del sesso, per permettere poi una successiva introduzione del pene senza dolore.

I dildo a ventosa, utilissimi sotto la doccia, presentano numerosi modelli, che variano per colore, dimensione ma anche per le piccole funzionalità aggiuntive, un esempio è dato dalla presenza di una pompetta che possa “schizzare” del liquido, imitando l’eiaculazione maschile.

Vi aspettiamo per il prossimo articolo. Se siete curiosi di conoscere qualcosa in più del vibratore non potrete fare ameno che seguirci. A presto!

E adesso tocca a voi… pensate e scegliete quello che più intriga nel nostro sito www.hotoys.it, vi attendono lunghi giorni di piacere

Roma 20/11/2018 www.hotoys.it A.A.

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