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Le donnine di Lapone, regine d’oltralpe

D: Come nasce Antonio Lapone?

R: Nasce come grafico, illustratore…. che poi entra in Disney Italia (per ragioni di sussistenza), poi in ritardo scopre i Disegnatori di Linea Chiara Franco-Belgi degli anni 80. Ne rimango strabiliato e da li inizia la mia carriera professionale.

D: Quali sono le tue qualità di illustratore?

R: La continua ricerca e studio, che mi serve per specializzarmi nel bello e nell’elegante.

D: Il gusto del bello è quello che ti porta alla moda?

R: Il mondo della moda non mi ha accolto dalla porta principale ma per vie traverse. A influire questo incontro è stata l’eleganza nel tratto e nel gesto e la mia capacità e gusto nel rappresentare l’abbigliamento femminile.

D: Le tue donne solitamente sono collocate in un gusto grafico anni 50/60…

R: Sì, perché per me il periodo più bello del design è quello e così come per tutti i mezzi di trasporto, design, ecc… che a me hanno sempre affascinato. Grande è stata l’influenza di Modeste et Pom Pom, fumetti anni 50 che erano grandi riproduzioni fedeli del design dell’epoca.

D: Il tuo stilista preferito?

R: YSL … Perché è lui che ha rinnovato la moda e che ha rivalutato il mio grande idolo: Mondrian, portandolo ad esaltare la figura femminile.

D: Tu hai anche fatto un libro su Mondrian…

R: Certo che sì, l’ho fatto per Glenat. Abbiamo creato “La fleur dans l’atelier de Mondrian”, che è stata una graphic novel di successo, al punto da essere pubblicata (seppur in versione censurata) anche in Cina.

D: Una domanda che non ti ho fatto ma che avresti voluto che ti facessi?

R: Perché non lavoro per l’Italia? Il motivo è, come dissi al giornale de La Stampa, in una recente intervista, che non esiste il fumetto inteso come svago aldilà di Bonelli e Topolino. Io, a differenza di Zero Calcare, voglio fare sognare non avere sempre il peso dell’impegno politico-sociale.

D: Figure sempre aerodinamiche?

R:  Mah… direi più futuriste/retrò, un pò geometriche un pò stilizzate.

D: Se dovessi rapportati ad un tuo personaggio che raffigura i tuoi disegni?

R:  Beh, direi sicuramente Grace Jones. che è una mia icona. Del resto, illustratori come Serge Clerc ed Yves Shaland disegnano eroine che hanno quel tipo di stile anni 80 che Grace Jones incarna perfettamente.

D: Progetti futuri?

R: Come disegnatore un libro con Canales, il nuovo sceneggiatore di Corto Maltese.

D: E come pittore?

R: L’esposizione delle tavole tratte dal mio prossimo lavoro, di cui ancora preferisco non parlare.

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