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Asta da record per Christie’s a New York: David Hockney il più caro artista vivente

Amiamo circondarci di ciò che ci rappresenta, in cui ci riconosciamo: quindi l’attualità. Questa è una delle spiegazioni del perché le quotazioni d’arte contemporanea e moderna molte volte superano i settori tradizionali, arrivando a somme esagerate.

Ieri il martello del battitore nel salone di Christie’s a Rockefeller Center ha certificato il “venduto” da record per la grande tela dell’artista britannico David Hockney “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” battuta per 90,3 milioni di dollari.

L’opera, stimata 80 milioni di dollari, era partita da una base d’asta di “soli” 18 milioni e in dieci minuti era stata protagonista di un’appassionante serie di rilanci. È stata aggiudicata da un ignoto e facoltoso acquirente, che ha partecipato all’asta via telefono, superando con la sua offerta tutte le previsioni di vendita.

“Questo mostra che il mercato è forte perché altrimenti non saremmo stati in grado di vendere un’opera che vale milioni di dollari e che il mercato è selettivo”

afferma Alex Rotter, che si occupa di arte contemporanea per Christie’s.

L’iconica tela dipinta, riprodotta sulla copertina di molte monografie ed esposta nella retrospettiva internazionale organizzata per celebrare gli 80 anni di Hockney, è stata esposta nei più prestigiosi musei d’arte contemporanea al mondo come al Metropolitan Museum di New York, al Centre Pompidou di Parigi, alla Tate di Londra. Da annoverare lo strepitoso successo della sua mostra riuscendo a vendere più biglietti ancor prima di aprire in tutta la storia della Tate Modern.

Oggi ancora un altro record per Hockney: il quadro risulta essere l’opera d’arte più costosa della storia creata da un artista vivente. Finora l’artista più caro era l’americano Jeff Koons la cui scultura “Balloon Dog”, era stata venduta nel 2013 per 58,4 milioni di dollari.

David Hockney realizza l’opera a Londra nel 1972, combinando due temi su cui stava lavorando in quegli anni, le “piscine” e i “doppi ritratti”, per cui la scena del quadro si inspira a fotografie che lo stesso Hockney scattò con la sua macchina fotografica Pentax, in una piscina di una villa fuori Saint-Tropez.

Nello studio londinese, compose le fotografie a bordo piscina, insieme a una selezione di fotografie del suo ex amante, Peter Schlesinger che indossava la stessa giacca rosa nei giardini di Kensington.

Hockney dall’assemblaggio, lavoro’ per 18 ore al giorno per due settimane, terminando per l’appunto l’opera che ritrae un uomo vestito da capo a piedi sull’orlo di una piscina che guarda un altro uomo che nuota verso di lui. Il primo uomo è Peter Schlesinger, e un suo ex studente alla University of California a Los Angeles.

L’artista, è stato per lungo tempo sottovalutato, per i colori troppo vividi e luminosi, per le forme troppo realistiche, e forse anche per un pregiudizio omofobo. Negli anni 60, quando davvero non poteva gridare al mondo di essere gay, il coming out risultava molto rischioso e difficile da fronteggiare, David Hockney parlava di omosessualità attraverso la sua arte, utilizzandola per proporre l’immaginario gay.

In alcuni dei suoi primi dipinti, sempre in maniera codificata, dove le scene di amore e intimità tra uomini, erano solo accennate, Hockney cercava di propagandare l’omosessualità. Solo in un secondo momento, diventeranno dipinti molto più espliciti, più apertamente omoerotici.

David Hockney, tra i leader del movimento pop art degli anni ’60, è un’artista poliedrico: pittore, disegnatore, incisore, scenografo, ritrattista, nonché fotografo ed autore di alcuni collage fotografici realizzati con le Polaroid. È tra i più influenti artisti britannici del XX secolo, ha svolto studi sperimentali sull’uso degli specchi e lenti nella pittura antica, continuando tutt’oggi all’eta di 81 anni a sperimentare lavorando su di un nuovo strumento ossia la tavoletta dell’Ipad, come fosse tela, e una app di colori, dove intingere il dito nei colori della tavolozza virtuale.

A Hockney, uno dei grandi maestri della pittura ad olio, alla domanda – dove sta andando, l’arte, di questo passo? – ha risposto: “Non lo so esattamente. Ma con ogni tecnica e ad ogni latitudine, l’arte ci sarà”.

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