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Stan Believance: the Kinky Boots star

D: Un sogno che si avvera?

R: Ho visto il film nel 2013, l’ho amato tantissimo ma mai e poi mai avrei pensato di poterne diventare l’attore principale.

D: La selezione è stata piuttosto dura?

R:  Io sono cittadino Francese, la selezione l’ho fatta qui in Italia perchè la compagnia è Italiana ma la produzione è Francese. Non avrei mai pensato che il ruolo di Lola potesse essere mio. Credo di aver ottenuto la parte perchè più di chiunque altro sono riuscito ad impersonificarmi nel personaggio. Era un ruolo che sentivo mio, che rea tagliato perfettamente per me.

D: Pensavi che avresti avuto un così gran successo?

R: Ogni sera una standing ovation, la sala sold out, le critiche ottime… non avrei mai creduto in un così grande successo di pubblico. Ho visto veramente un pubblico soddisfatto della rappresentazione e che vive lo spettacolo con reale trasporto.

D: la scrittura è differente da quella di Broadway?

R: Sì lo è… E’ adattata al pubblico italiano. LA sceneggiatura ha un ritmo più veloce e strizza un’occhiolino al vostro pubblico.

D: Qual’è l’emozione più grande che ti ha dato lo spettacolo?

R:  Per me è un sogno, non c’è un’emozione in particolare… è tutto un’emozione. Sono immerso in uno stato di euforia generale-. Devo dire che questo è anche merito della troupe che è veramente una grande famiglia che ci cala in uno stato di grazia assolutamente meraviglioso.

D: L’italia ti piace?

R: Amo molto Milano, la trovo una bellissima città davvero tanto cosmopolita e la gente ha un ritmo di vita davvero più felice di quello di Parigi.

D: cosa pensi di quello che sta succedendo a Parigi in questi giorni?

R: Personalmente non mi fido dei media e delle loro manipolazioni della realtà. Non seguo molto la politica, ad essere sincero, ma è sotto gli occhi di tutti che questo è un governo che non ama molto l’arte e gli artisti. Di sicuro al mio ritorno in Francia avrò modo di comprendere meglio la situazione anche se non riesco ad entrare molto in queste vicende perchè cerco di nutrirmi sempre di altro.

D: Lo spettacolo fa parte dell’iconografia gay…

R: Priscilla è un gay pride, kinky Boots è una storia vera e tutti si possono riconoscere con la relazione di Lola con il padre e vivere con empatia la narrazione. E’ tutto molto più reale e dove il messaggio che passa è quello di amarsi tutti per come si è ricercando un affermazione di tipo positivo.

D: Progetti futuri?

R: Oltre che a continuare sempre con Kinky Boots? (risata)……. progetti musicali miei, io sono un cantante che ha lavorato tanto per altri e che ora vorrebbe iniziare a pensare un pò a se stesso. Mi è difficile determinare un mio profilo musicale perchè in me ci sono molte influenze, dal soul al gospel alla musica nera che cerco di miscelare con un gusto che credo sia molto legato alla commedia musicale.

 

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