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Asia Argento, da preda a predatrice

Dal banco dell’accusa a quello degli accusati… Asia Argento, figlia del famoso regista horror Dario Argento, pietra dello scandalo Harvey Weinstein e prima tra le accusatrici contro il produttore cinematografico di violenza sessuale su di lei e su diverse attrici cade, come per un cattivo scherzo del karma, nella ragnatela di accuse come molestatrice.

Stando a quanto riporta il New York Times, si sarebbe accordata per un pagamento di 380 mila dollari (di cui 200 mila già versati come anticipo) a Jimmy Bennett. Il giovane attore e musicista rock avrebbe infatti riferito di essere stato sessualmente aggredito da Asia Argento in una camera d’albergo in California quando aveva appena compiuto 17 anni mentre lei ne aveva 37.

Asia e Jimmy hanno recitato in un film del 2004 dal titolo “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, in cui l’attrice interpretava la madre prostituta del giovane attore. L’avviso di azione legale afferma che la violenza traumatizzò Jimmy e danneggiò la sua carriera. Il giornale ha riferito di aver ricevuto documenti giudiziari che includevano un selfie, datato 9 maggio 2013, di Asia e Jimmy a letto. Dalle carte risulta poi che inizialmente il giovane ha chiesto un risarcimento di 3,5 milioni di dollari.

Secondo la ricostruzione del New York Times, dopo aver letto lo scorso ottobre sul New Yorker le accuse di Asia a Harvey Weinstein, Jimmy inviò la minaccia di azione legale al legale di Bourdain, Richard Hofstetter, che all’epoca rappresentava anche Asia. L’attrice successivamente girò il caso a Carrie Goldberg, una avvocatessa esperta nella difesa di vittime di bullismo online. Hofstetter sta attualmente occupandosi dell’eredità di Bourdain che si è tolto la vita lo scorso giugno in Francia. Anche se Bourdain aiutò Asia a gestire la vicenda, nè Hofstetter, nè la sua agente Kimberly Witherspoon, ora portavoce della moglie separata Ottavia Brusia, hanno voluto commentare questo articolo, scrive il giornale.

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