Search

Tremiti: il ghetto gay dell’Italia fascista. La storia in un musical a Londra

Le Isole Tremiti, nella Puglia del turismo rampante, sono un lembo di terra tutelato dal Parco Nazionale del Gargano e da una locale Riserva Marina. Qui negli anni ’30 del Novecento è stato relegato un cospicuo gruppo di cittadini italiani, la cui unica colpa era quella di essere diversi dagli altri e pertanto considerati dal regime potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico nonché indegni di far parte del tessuto sociale.

Decine di giovani gay catanesi, detti ”arrusi” in dialetto siciliano, furono incarcerati e mandati al confino in alcuni casermoni sull’isola di San Domino, fino allo scoppio della guerra. Le poche testimonianze dirette e varie fonti d’archivio hanno permesso di ricostruire un mondo “invisibile” ai più: dagli incontri clandestini, i locali da ballo per soli uomini, i travestimenti, gli espedienti, le rivalità, la paura, l’amore.

Fu questo il destino di numerosi ragazzi del Sud vissuti in un’Italia per certi versi non troppo diversa da quella attuale dove l’omofobia dilaga continuando a nutrirsi di ignoranza. Un destino che li accomunò a prostitute, persone con disabilità fisiche e mentali, esponenti di minoranze etniche e religiose, attivisti politici e intellettuali dissidenti che, non potendo finire in galera per più serie violazioni di legge, venivano esiliati dal regime fascista.

Quella dei gay alle Tremiti non fu una vacanza perché i confinati di San Domino vivevano rinchiusi in grandi camerate, coi carabinieri che li controllavano a vista di giorno e li rinchiudevano a chiave di notte. Non c’erano fognature o gabinetti, i rifiuti venivano abbandonati in mezzo alle strade, il cibo era scarso e di bassa qualità, la tubercolosi incombeva. L’unico vantaggio del confino fu che venuto meno alla lunga il rigore dei controlli, i gay riuscirono sull’isola a vivere senza infingimenti il proprio modo di essere più di quanto non fosse loro consentito fare nella propria città di origine, arrivando persino a imbastire relazioni con taluno dei sorveglianti. Alcuni di loro cominciarono anche a svolgere qualche attività per gli abitanti del posto e ciò avvenne in un inaspettato clima di integrazione che fece delle Tremiti la prima località gay friendly d’Italia. Una vera nemesi per l’omofobia del Fascismo. Il tutto terminò il 28 maggio 1940 e San Dominò divenne un luogo pressoché deserto prima di essere nuovamente trasformato in un campo di internamento, stavolta per politici anti-regime ed ebrei.

Il clima discriminatorio che ancora serpeggia nella società contemporanea, a dispetto delle pur importanti conquiste raggiunte dal popolo LGBTQ in varie parti del mondo, ha reso la storia del confino gay alle Tremiti oggetto di interesse da parte del teatro, come dimostra il musical San Domino in scena per tutto il mese di giugno al Tristan Bathes Theatre di Londra. Sulla locandina rossa, a mo’ di manifesto strappato, un doppio simbolo di Marte, allusivo alla coppia gay maschile, è intrecciato nel filo spinato mentre in basso campeggia una frase di Berlusconi che si commenta da sé: “Mussolini non ha ucciso nessuno, ha solo spedito la gente in vacanza al confino!”.

Lo spettacolo racconta di Claudio, Carlo e dei loro amici gay che arrestati una notte del 1939 a Catania e condannati senza processo come ”degenerati”, vengono portati a San Domino, isola pugliese delle Tremiti destinata agli omosessuali. Nonostante l’umiltà e lo squallore della vita carceraria e i sinistri venti di guerra sullo sfondo, questi uomini, prima costretti a vivere nell’ombra, non hanno più bisogno di nascondere la loro identità e le loro inclinazioni, trovando paradossalmente nel confino una libertà di espressione che non avevano mai conosciuto. A reggere le sorti di questa pièce scritta da Alan Whittaker (musica) e Tim Anfilogoff (libretto), un gruppo di 13 bravi attori-cantanti e una band di 4 elementi che portano sulla scena un mondo intimo e tragicomico fatto di sconfitta, amore e lotta per sopravvivere. Un lavoro accolto positivamente dalla critica che ha parlato di “canto gioioso, dialoghi spiritosi e musica meravigliosa” e definito la vicenda narrata “una storia forte e importante”. Nel video seguente il trailer dello spettacolo.

Related posts

Lascia un tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: