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Maurizio Bacchio, cappellaio matto

Mia nonna era una premiere, ovvero era l’artista che creava il prototipo che veniva poi consegnato alle modiste che procedevano nel suo sviluppo, ed io dopo 80 anni non ho fatto altro che riprendere il suo lavoro.

Che volete che vi dica, stupisciti per stupire è il mio credo. Io provengo da una famiglia di artisti ed è nel mio DNA il mondo dell’arte e del buon gusto, noi Bacchio “modesti” abbiamo sempre condiviso il mondo delle cose belle. Il mio amore è indirizzato a rieditare le cose reinventandole attraverso un corretto uso del reciclo. Mi piace sapere di avere le doti di creare magicità da una spilla o da semplicissimi orecchini.

Io nasco davvero per gioco, perchè ad un matrimonio di amici creai un cappello folle, ricco di svariati materiali. Questo creò uno stupore tale che da li partì la mia avventura verso una professione lavorativa a tutti gli effetti.

Il seguito poi l’ha sicuramente fatto una situazione che io creai in un negozio di un’amica. Qui venni osservato da una delle assistenti del direttore di Vogue Sposa. A questo punto, incredibile ma vero, esco per ben 4 volte e la quarta volta è sicuramente una grande gratificazione perchè nel mese di Giugno 2014 ottengo la copertina.

Da qui è un succedersi di eventi vari che mi portano al successo del Settembre 2016 dove collaboro, con i miei cappelli, alla sfilata di Antonio Marras.

Attualmente sto lavorando ad altre creazione per creare una piccola capsule che dia idea del mio estro creativo. Che dire l’avventura è ormai iniziata e l’obbiettivo è il mercato internazionale.

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