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Intervista al Senatore Mauro Laus

D: Piemonte Regione dei Diritti. Cosa c’è ancora da fare? Quale è l’emergenza?

R: Ho sempre pensato che i diritti non vengono acquisiti una volta per sempre e in questo particolare momento storico è chiaro che ci sono molte cose da difendere. Da Presidente del Comitato Diritti Umani in Regione ho promosso una Lex Costituzionale tipo autority terzo alla partita (esterno alla politica) che serva a garantire un neutrale pluralismo in campo, per l’appunto, di diritti; perchè nei tempi che stiamo vivendo e con la deriva autoritaria a cui stiamo assistendo ci vuole una diga che abbia un valore costituzionale formato da personaggi di alto profilo della società civile.

D: Questo governo mi sembra carente sotto il profilo dei diritti.

R: Io faccio un ragionamento di sintesi per inanellare tutti i diritti che oggi necessitano o necessiterebbero. E’ evidente che non è certamente questo contratto di governo il toccasana, perchè le due figure politiche non sono agli antipodi ma anzi sono ambedue fortemente di destra. La cosa particolare è che all’interno di questo schieramento tra alleati vi sono figure diametralmente opposte e non conformi. Del resto questo governo, nel suo contratto, ha vilipeso e disatteso chi si aspettava un’attenzione particolare verso questi temi.

D: Perchè dice questo?

R: Dico ciò perchè è evidente che ci troviamo davanti ad un accordo esclusivamente di potere all’interno del quale i singoli deputati e senatori valgono meno di zero, perchè essi hanno ceduto le loro prerogative al comitato di conciliazione.

D: Mi può fare un esempio?

R: Nel contratto tra loro stipulato c’è scritto senza alcun dubbio interpretativo che tra le due forze politiche, in relazione a temi che possano costituire controversia, sia necessario addivenire ad una posizione comune per cui l’arbitro supremo sarà proprio il comitato di conciliazione.

D: Ovvero?

R: Ovvero questo organismo, interno alla loro alleanza, si attiverà in tempo utile per raggiungere un’intesa dopo una attenta analisi del rapporto costi/benefici per cui, come nel caso della TAV, dove le posizioni delle due forze sono diametralmente opposte. Stiamo parlando di un’opera pubblica di rilievo nazionale e internazionale, le singole posizioni politiche di deputati e senatori saranno annichilite e assolutamente non di rilievo perchè vi sarà chi deciderà per loro.

D: Ma questo ha dell’incredibile…

R: Incredibile ma reale. Il politico di questa alleanza, a vari livelli, è un delegittimato consapevole perchè ha firmato la cessione di un suo diritto.

D: Mi sembra incredibile, però sul salario minimo qualcosa mi sembra si stia muovendo.

R: In campagna elettorale difatti si sono rifatti all’Art. 36 della Costituzione, dicendo che non è giusto che ci siano retribuzioni da 4/5 Euro all’ora ma che la retribuzione minima oraria deve essere di 9 Euro. Nel contratto però essi affrontano la questione solo ed esclusivamente per quei lavori non coperti da contrattazione collettiva. Mi pare palese che resta scoperto il poco e nulla.

D: Nel contratto agli italiani non si parla di diritti e questo lo abbiamo già detto precedentemente però abbiamo notato che non si tocca la questione femminile e di genere. Come può essere possibile questo?

R:  E’ possibile perchè è stato scientificamente vietato di trattare i temi che avrebbero portato diatribe mettendo in crisi quello che ho già detto essere un palese patto di potere.

D: Sul tema scuola e formazione come ti sembra il clima politico attuale?

R: Fanno delle rappresentazioni, hanno dei modelli ispirati, sono come dei testimonial ma non credibili. Perchè se dal più basso al più alto, in termini politici, le mie convinzioni alla fine sono subordinate ad un arbitrato di conciliazione, ci troviamo come nel caso di Acquarius dove è palese de evidente che il leader più forte è Salvini ed ha la forza contrattuale (data dal successo elettorale) di neutralizzare il potere 5 stelle.

D: E se il contratto non andasse a buon fine?

R: Ci troveremmo in uno stato di incompiutezza che affosserà tragicamente il paese.

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