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Intervista a Luca Cassiani – Piemonte regione dei diritti

D: Piemonte regione dei diritti?

R: Sicuramente si, durante questo mandato il Presidente e l’Assessore competente hanno preso a cuore questi temi, se ne sono occupati ed hanno gettato le basi per dare diritti a tutti, nessuno escluso, facendo sempre sentire presente la presenza delle istituzioni. ad esempio il sostegno al festival del Cinema Lovers e a tutti i Pride della regione sono testimonianza di tale impegno concreto.

D: Per effetto del nuovo governo,e di un programma per nulla attento ai diritti individuali pensi che ci saranno ricadute negative, sul governo regionale?

R: No, fino a quando il Presidente del Piemonte sarà Sergio Chiamparino, i Piemontesi potranno stare tranquilli, la sua serietà va oltre certe pagliacciate elettorali, Chiamparino è un presidente pragmatico e molto attento ai diritti, con questo governo, vivere in Piemonte sarà un privilegio. Purtroppo negli ultimi giorni si assiste da parte del neo ministro Fontana ai primi attacchi alle famiglie arcobaleno e ad affermazioni omofobe ed intollerabili.

D: Quali sono le cose su cui il governo regionale deve ancora esprimersi, in materia di diritti.

R: Il governo regionale non ha specifiche competenze in materia, anche se dovrà tenere alta la guardia per difendere le conquiste di questi anni in tema di diritti delle coppie LGBT, dei diritti dei minori di coppie omosessuali e dovrà tutelare i propri cittadini dagli attacchi che già stanno arrivando dal Governo nazionale.
In tal senso serve un’azione di coordinamento di tutti i governatori che hanno a cuore queste tematiche.

D: Non bisognerebbe stanziare un maggior numero di fondi per l’emergenza bullismo?

R: Purtroppo viviamo in un’epoca dove si combattono le emergenze e non si fa cultura. Non servono somme ingentissime per combattere il bullismo, bisognerebbe, a mio avviso, stanziarne per formare insegnanti consapevoli ed attenti, pronti a cogliere i segnali di disagio e capaci di intervenire con il supporto di psicologi ed educatori.

D: In termini di battaglie per i diritti dell’individuo non credi che si dovrebbe partire con un capillare e concreto lavoro informativo, sin dalle scuole primarie?

R: Certamente, proprio per questo motivo, come ho già avuto modo di affermare, bisognerebbe investire di più in formazione, cultura del rispetto ed informazione, solo così riusciremo a formare una cittadinanza più consapevole e preparata.

D: E tu, cosa fai o cosa hai fatto per aumentare i diritti dei singoli individui?

R: Personalmente, ho preparato e depositato una mozione che chiede al Presidente della Regione di rimediare alla lacuna presente nella Legge n. 76/2016, cosiddetta legge Cirinnà, per tutto ciò che attiene al mondo della genitorialità, verso una legalizzazione dei rapporti di filiazione nelle unioni omosessuali. E’ ancora un lato oscuro che il parlamento dovrà rimuovere, per assicurare pari dignità a tutte le famiglie omo o etero che siano.

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